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“Ce vedeme o’ cafè”: Pietramontecorvino non si rassegna alla chiusura dopo 138 anni del bar Iniziativa il 24 agosto

Il Bar Caffè in una foto d'epoca

Di seguito il comunicato:

Riaprire. Restituire al paese quello spazio di socialità, quel luogo di incontro che per 138 anni, nel cuore di Pietramontecorvino, significava una chiacchiera, un caffè o una bibita fresca, una giocata a carte tra amici. Cose semplici, ma vitali, alle quali il paese non vuole rinunciare. Lo scorso 26 gennaio il Bar Caffè Basile ha chiuso i battenti e ammainato l’insegna. Dopo quasi un secolo e mezzo, quello che era un luogo animato da persone, sedie, tavolini, dal rumore della macchina da caffè, tra un brusio fatto di voci, convenevoli e risate, all’improvviso si è spento, svuotato. Un vuoto che, da subito, è sembrato pesante e inaccettabile. Ecco perché l’associazione “Dalla parte dei paesi” ci ha pensato su, ha raccolto le richieste di chi non si rassegna a vuoto e silenzio, e si è dato una missione: riaprire, restituire a quello spazio la funzione sociale, aggregativa e conviviale che ha sempre avuto. Il progetto è stato accolto dal Comune di Pietramontecorvino e il 24 agosto aprirà “Ce vedeme o’ cafè”, ci vediamo al caffè, mentre per il giorno dopo è prevista già la prima iniziativa, con un incontro in cui si illustrerà il progetto. L’iniziativa si lega idealmente a “1000 bistrot”, iniziativa che in Francia sta lavorando alla riapertura dei bar nei piccoli comuni.

COSA SARÀ. Quello che riaprirà non sarà un bar, ma un luogo gestito dalla comunità dove poter continuare a sedersi, sorseggiare una bibita, giocare a carte o ai giochi da tavolo, scambiare due chiacchiere, ritrovarsi. Diventerà quella che, nel progetto, è indicata come “la piazzetta di comunità di Corso Aldo Moro”. Ci saranno arredi, mobili, giochi e libri condivisi, micro attività culturali e una gestione collettiva di uno spazio per sottrarlo al vuoto e al silenzio.

LA STORIA DEL BAR CAFFÈ. Un’insegna semplice, una scritta bianca su sfondo celeste che recava una sola parola: Caffè. Fu Aniello Basile, nel 1888, ad aprire quel bar, il primo del paese, capace di diventare un’istituzione e di cambiare il volto di Piazza Cavour, una piazzetta posta nella parte finale di Corso Aldo Moro, l’arteria più importante di Pietramontecorvino. Il Bar Caffè dava vita e carattere a un posto che sembra uscito da un dipinto. Facciata in pietra, tetto di tegole a spiovente, l’insegna che sa di ‘900. Accanto c’è una chiesa antica. A pochi passi, l’arco d’ingresso al quartiere medievale di Terravecchia. Alzi lo sguardo e vedi svettare il campanile della Chiesa Madre. Il Bar Caffè Basile per quasi un secolo e mezzo è stato l’approdo. La lieve inclinazione in discesa del corso principale sembrava invogliare gli avventori a raggiungere sedie e tavolini, a fare una sosta per salutare gli amici, per “vedere chi c’è”, e magari ascoltare in sottofondo le voci dai campi di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Il Bar Caffè Basile ha scandito il tempo per decenni. A Pietramontecorvino, comune Foggiano che conta circa 2400 abitanti, di bar ce ne sono diversi. Ognuno ha il suo luogo e la sua storia. Gli ultimi a tenere viva l’istituzione del Bar Caffè Basile sono stati Nicola e Lucia. Adesso, la loro piazzetta è destinata a scrivere e vivere una storia nuova, ma sempre nel segno della comunità.



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