Di seguito un comunicato, corredato da foto, diffuso dagli organizzatori:
Domenica 26 luglio ultimo appuntamento con il Teatro dei Luoghi, il progetto di Teatro Koreja che per una settimana ha trasformato Lecce in una geografia di incontri, visioni e attraversamenti, portando il teatro fuori dai suoi confini tradizionali per abitare piazze, corti, giardini, luoghi della memoria e della quotidianità.
La giornata finale raccoglie e restituisce il senso del tema che ha guidato questa edizione, Custodire l’invisibile, un invito a fermarsi, ad ascoltare ciò che resta ai margini, a riconoscere il valore delle relazioni, delle storie e dei luoghi che custodiscono la nostra umanità.
Si parte alle ore 18.00, nell’Ortale dei Cantieri Teatrali Koreja, con PALADINI DI FRANCIA, storica produzione di Teatro Koreja. Lo spettacolo, scritto da Francesco Niccolini e diretto da Enzo Toma, riporta in scena Orlando, Ruggero, Angelica, Astolfo e Bradamante in un racconto che attraversa il poema cavalleresco per parlare al presente. Dietro l’epica dei paladini emergono le domande universali sulla guerra, sull’amore, sul destino e sulla dignità umana. Nel finale, il massacro di Roncisvalle diventa l’immagine potente di ogni conflitto, in un omaggio al celebre Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini.
Il Festival prosegue poi con il doppio appuntamento itinerante di Les Établissements Lafaille (Francia): alle 19.00 con ritrovo presso la Libreria Feltrinelli e alle 20.15 alla Chiesa di Santa Chiara, torna VERY LOST REPLICA, un’esperienza urbana che invita il pubblico a guardare la città con occhi nuovi, trasformando il cammino in un gesto poetico e condiviso.
Alle 21.00 il Festival raggiunge uno dei suoi luoghi più significativi: la Casa della Carità di Lecce, spazio di accoglienza, relazioni e rinascita, dove ogni giorno si costruiscono percorsi di inclusione e di dignità per chi vive ai margini. Qui il Festival sceglie di vivere uno dei suoi momenti più significativi, portando Ultimo Paradiso, il concerto di Daniele Roccato con Dario Muci ed Enza Pagliara, dedicato alla memoria della storica dell’arte Brizia Minerva.
Da oltre quarant’anni il Teatro Koreja attraversa i luoghi della comunità con la convinzione che il teatro debba abitare gli spazi della vita reale, là dove le persone vivono, lavorano, soffrono, sperano. Dai quartieri alle periferie, dalle scuole ai centri di accoglienza, Koreja ha costruito la propria identità artistica facendo del teatro uno strumento di incontro prima ancora che di spettacolo, un linguaggio capace di generare relazioni e trasformare gli spazi in luoghi condivisi. Questo principio attraversa anche il manifesto del teatro, che invita a “partire dall’uomo”, ad “abbracciare diverse tribù”, a “cercare bellezza, fare bellezza”.
In questo orizzonte, la Casa della Carità rappresenta un approdo naturale. Una realtà che fonda il proprio lavoro sull’accoglienza, sulla promozione della persona e sulla ricostruzione di legami sociali, restituendo valore a chi rischia di diventare invisibile. Portare qui uno spettacolo significa riconoscere che la cultura non è un privilegio destinato a pochi, ma un diritto che appartiene a tutti e che può diventare occasione di prossimità, ascolto e riconoscimento reciproco.
È forse questo il significato più profondo del tema che ha attraversato la ventesima edizione del Festival, Custodire l’invisibile. L’invisibile non è soltanto ciò che sfugge allo sguardo, ma anche chi troppo spesso resta ai margini del racconto collettivo. Scegliere di concludere il Festival in un luogo che ogni giorno si prende cura delle fragilità significa trasformare quel titolo in un gesto concreto: affermare che il teatro può farsi presenza, abitare le ferite della città e riconoscere dignità alle storie che raramente trovano spazio sulla scena pubblica.
Con Ultimo Paradiso, la musica popolare, la ricerca sonora e la memoria si intrecciano in un concerto che parla di radici e appartenenza. Un linguaggio capace di unire generazioni e percorsi diversi, restituendo alla comunità un momento di ascolto condiviso. Perché il paradiso evocato dal titolo non è un luogo lontano: può nascere ogni volta che le persone si incontrano attraverso l’arte.
La conclusione del Festival coincide, dunque, con un’immagine che sintetizza l’intero percorso di questi giorni: il teatro che esce dai propri confini, attraversa la città e sceglie di abitare i luoghi dove la cultura può ancora diventare cura, relazione e possibilità di futuro. È lì che, da sempre, il Teatro Koreja riconosce la propria casa.
A chiudere questa ventesima edizione sarà la Festa Finale nell’Ortale dei Cantieri Teatrali Koreja. Dalle 22.15, la selezione in vinile di MISSPIA accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale che attraversa Edith Piaf, Etta James, Fred Buscaglione, Chuck Berry, The Primitives, The Rokes e molte altre sonorità dal sapore vintage, trasformando l’ultima notte del Festival in una grande festa collettiva.
Ultimo appuntamento anche per SUOLE DI VENTO ESERCIZI SUL PRESENTE, la scuola primaria per imparare a praticare ad Arte ideata da Salvatore Tramacere e curata insieme ad Alessandro Toppi, che accompagna il Festival trasformando i Cantieri Teatrali Koreja in un laboratorio sul presente in cui il sapere prende forma attraverso l’incontro diretto con alcune delle personalità più autorevoli della cultura contemporanea.
Con questa giornata si conclude un percorso che, per sette giorni, ha portato a Lecce artisti provenienti da diversi Paesi, spettacoli, concerti, incontri, laboratori e pratiche di pensiero, confermando il Festival Internazionale Teatro dei Luoghi come uno dei principali appuntamenti dedicati alla ricerca teatrale e al dialogo tra arti, persone e territori.
La ventesima edizione si chiude così come era iniziata: con l’idea che il teatro possa ancora essere un gesto di comunità, un esercizio di presenza e uno spazio in cui continuare, insieme, a custodire ciò che spesso rimane invisibile.
Dalle 19.00 alle 21.00 a Borgo Pace, sarà ancora possibile visitare la mostra fotografica diffusa di Marco Caselli Nirmal.









