Di Nino Sangerardi:
Matera International Photography) ha avviato, nella sede dell’Open Space APT Basilicata in Piazza Vittorio Veneto a Matera, la mostra “Radici e Geografie della Memoria” dell’artista Mariarosaria Cinnella, a cura di Carla Cantore, Docente di Fototerapia del Master di II livello in Neuroestetica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Hanno conversato con l’artista la curatrice Carla Cantore e Maria Antonella D’Agostino, artista e scrittrice, presidente di Matera Poesia 1995. La mostra resterà aperta fino al 21 luglio tutti i giorni dalle 9 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 19.30(ingresso libero). Direzione artistica di Antonello Di Gennaro.
L’esposizione ” si configura come un’indagine poetica e concettuale sul rapporto originario tra essere umano, natura e memoria dei luoghi, attraverso un corpus di opere pittoriche e grafiche che esplorano la dimensione simbolica del paesaggio lucano e, in particolare, il territorio di Matera. In questo contesto, il lavoro di Mariarosaria Cinnella si sviluppa come una riflessione sul paesaggio inteso non come semplice scenario, ma come organismo vivente, depositario di stratificazioni storiche, culturali e antropologiche.
Attraverso un linguaggio che intreccia segno, materia e visione, l’artista costruisce un itinerario che percorre le profondità del tempo, restituendo al paesaggio la sua natura di archivio sensibile e dinamico. Le opere si configurano come luoghi di emersione della memoria, in cui la figura umana assume una valenza archetipica, diventando presenza essenziale e simbolica, legata ai cicli della natura e alla persistenza dei gesti primari dell’abitare.
“Il progetto si inserisce in una ricerca artistica che da anni indaga le relazioni tra immagine, memoria e identità dei luoghi. Il lavoro di Cinnella si distingue per un approccio tra pittura e grafica, in cui il segno diventa traccia mnestica e la superficie pittorica si trasforma in spazio di sedimentazione emotiva e culturale. Ne emerge una pratica che si avvicina alla dimensione dell’”archeologia dello sguardo”, dove ogni immagine è il risultato di una tensione tra visibile e invisibile, tra ciò che permane e ciò che si dissolve”.
Il riferimento a Matera e al paesaggio lucano non è soltanto geografico, ma profondamente simbolico: ” la Città dei Sassi e il suo territorio diventano dispositivo di lettura del rapporto tra storia e natura, tra permanenza e trasformazione. In questo senso, Radici e geografie della memoria si inserisce in una tradizione di pensiero visivo che considera il paesaggio come forma culturale complessa, capace di contenere e restituire le stratificazioni della memoria collettiva”.
L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione Matera Poesia 1995 e sostegno della Camera di Commercio della Basilicata. Patrocinata da Ministero della Cultura, Comune di Matera e APT Basilicata.
Una mostra che si colloca all’interno del percorso culturale promosso dal MIP – Matera International Photography, nell’ambito delle celebrazioni per Matera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.






