Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:
Cathy La Torre e Chiara Tagliaferri a Specchia. Fabio Zavattaro e Massimo Giannini giovedì 9 luglio a Leverano. Sono i prossimi autori protagonisti del Salento Book Festival.
Doppio appuntamento martedì 7 luglio 2026 in Piazza del Popolo a SPECCHIA. Alle ore 20:30 CATHY LA TORRE presenta “Tutte le volte che le donne” (Rizzoli). Questo libro parla di donne che hanno cambiato il mondo. Sapete chi ha inventato il Monopoly? Una donna. Il tergicristallo? Una donna. La lavastoviglie? Il Bacio Perugina? I segnali di stop? Donne. Donne. Donne. Eppure i loro nomi non compaiono nei libri di scuola. In alcuni casi le loro scoperte sono state rubate dai colleghi. In altri sono state derise, ostacolate, impedite persino di brevettare. In altri ancora, cancellate del tutto. In inglese è bropriating, una tradizione così consolidata che abbiamo dovuto inventare una parola apposta per definire quando un uomo si prende il merito del lavoro di una donna. “Tutte le volte che le donne” è un viaggio lungo secoli che parte da una scoperta shock: le seghe non le hanno inventate gli uomini. E nemmeno la lavastoviglie o il sacchetto di carta. Oggetti di uso quotidiano di cui non sappiamo nulla. Men che meno della loro geniale autrice. Il mondo della fisica, della chimica, della medicina e dell’astronomia è sempre stato affollato da scienziate ma non ce lo hanno mai detto. Di cosa sono fatte le stelle? E la materia oscura? Chiedetelo a Cecilia Payne-Gaposchkin o Vera Rubin. Le donne hanno saputo ridisegnare i confini del possibile. Come Franca Viola, che con il suo no al matrimonio riparatore ha cambiato per sempre il diritto italiano, o Tarana Burke, che con due parole – me too – ha dato voce a tutte le donne violentate e umiliate. Ma in questo libro Cathy La Torre, avvocata e attivista, non racconta solo donne straordinarie. Racconta il mondo che le ha rese invisibili. Un mondo in cui ancora oggi una donna guadagna meno di un uomo a parità di lavoro e nessuno sembra trovarlo scandaloso. Un mondo in cui dodici milioni di bambine ogni anno vengono costrette a sposarsi anche negli Stati Uniti.
Alle ore 21:30 sarà la volta di CHIARA TAGLIAFERRI con “Arkansas. Storia di mia figlia” (Mondadori). Pur raccontando una vicenda personale e per molti versi eccezionale, queste pagine ci parlano di qualcosa che riguarda tutti noi: è un libro sull’amore che non ha bisogno di legami di sangue, sul nostro essere stati prima di tutto figli e figlie che hanno conosciuto l’incanto e lo spavento dell’infanzia, e sulla forza che può nascere da un’alleanza di corpi pronti a tutto pur di accogliere una nuova vita.
Per molto tempo Chiara si è mossa nel mondo badando solo a se stessa, tenendosi a distanza di sicurezza dall’idea di diventare madre. Eppure, a quarant’anni, complici una diagnosi di menopausa precoce e un amore capace di farle immaginare il futuro, un desiderio feroce si fa strada in lei. Inizia così una dolorosa discesa nel labirinto delle cliniche per la fertilità: esami, terapie sfiancanti e speranze tradite da un corpo che respinge ogni tentativo. Quando le possibilità della medicina in Italia sembrano esaurite, Chiara e suo marito Nicola intraprendono un viaggio lungo la “ferrovia sotterranea” della gestazione per altri. È un percorso raccontato con una franchezza disarmante, spogliato da ogni idealizzazione, un’odissea lunga sette anni piena di incognite e colpi di scena, tra l’individuazione di un’agenzia, la scelta della donatrice, lo spettro della pandemia, la ricerca di una gestante. La meta finale è l’Arkansas, nel Sud degli Stati Uniti: una terra di boschi, fucili e creature mitologiche (sirene sperdute in un Walmart, cerbiatti che indicano la strada, Elvis che esce dai jukebox). Qui Chiara e Nicola incontrano Daisy, la donna luminosa e fiera che renderà possibile la nascita di Lula, la loro bambina. Chiara Tagliaferri usa la letteratura per attraversare il dolore, la rabbia e l’amore che accompagnano questa avventura, fatta di paure che assumono le sembianze delle ombre di Twin Peaks e alleanze che aiutano a ritrovare il sentiero di mattoni gialli del Mago di Oz. Scritto mentre una legge, otto mesi dopo l’arrivo di Lula, rendeva la Gpa “reato universale” nel nostro paese – stabilendo che il desiderio di un figlio può diventare un crimine -, Arkansas è anche un atto di rivendicazione, una storia che estende il significato delle parole maternità e famiglia.
Giovedì 9 luglio nel Chiostro del Convento S. Maria delle Grazie di LEVERANO alle ore 20:00 ci sarà FABIO ZAVATTARO, giornalista e scrittore, già vaticanista del TG1, con il suo “La pace disarmata e disarmante. Papa Leone XIV. La vita e le scelte” (Il Pozzo di Giacobbe). È la sorpresa del Conclave per la successione di Francesco. Primo Papa dell’America del Nord, per quarant’anni missionario e vescovo in Perù. Leone XIV, al secolo Robert – “Bob” – Francis Prevost, è nato il 14 settembre del 1955. I 133 cardinali elettori lo hanno chiamato a guidare la Chiesa in un tempo in cui il mondo è segnato da quella che papa Bergoglio chiamava la terza guerra mondiale a pezzi. I primi gesti, le prime parole per capire come sarà il suo Pontificato a partire dal grande tema della pace; come affronterà questioni del dialogo ecumenico e interreligioso; quali saranno i suoi rapporti con gli Stati Uniti, dove ha già avuto divergenze con il presidente e il vicepresidente, e dove viene considerato il meno americano dei cardinali americani. Quale la sua attenzione per i migranti, il Sud del mondo, la povertà. L’inizio di un viaggio per cercare di conoscere Leone XIV e per scoprire qualche piccola curiosità.
A seguire, alle ore 21:00, MASSIMO GIANNINI con “La sciamana. Meloni, l’ultima trumpista: fenomenologia della destra illiberale” (Rizzoli). Con una scrittura lucida e incalzante, il giornalista, scrittore e conduttore televisivo, ripercorre le tappe del trump-melonismo e di una destra che governa dentro le istituzioni mentre ne erode il senso, che invoca l’ordine coltivando l’eccezione, che parla di libertà restringendo progressivamente lo spazio del dissenso. Una stagione che racconta la fragilità crescente delle democrazie contemporanee, quando il potere personale prende il posto delle regole. E pone una domanda decisiva: cosa resta della democrazia quando chi governa sostiene di essere l’unico a rappresentarla?
La Sciamana è Giorgia Meloni, colei che non rappresenta il popolo: lo evoca. Lo chiama a raccolta contro i nemici, lo trasforma in identità compatta, lo mobilita come fonte diretta di legittimazione. In questo libro Massimo Giannini mette al centro il rapporto politico, simbolico e culturale tra Meloni e Donald Trump, mostrando come non sia una semplice alleanza internazionale, ma il segno di una più profonda crisi della democrazia occidentale. Trump è il modello di potere che ha reso accettabile l’illiberalismo in nome del consenso: il capo come unica voce autentica del popolo, le istituzioni ridotte a ostacoli, i contropoteri delegittimati, la stampa e la magistratura trasformate in nemici. Dall’assalto a Capitol Hill alla guerra permanente contro le regole, il trumpismo ha deformato la democrazia e ha trovato in Giorgia Meloni una versione europea: meno eversiva nei toni, più abile nella forma, ma convergente nella sostanza. L’Italia diventa così un laboratorio politico in cui la “volontà popolare” viene usata per scavalcare le garanzie costituzionali.
Il giorno successivo, venerdì 10 luglio, Giannini sarà con il suo libro a Palazzo De Gualtieris di CASTRIGNANO DEI GRECI, alle ore 21:00.
AL VIA LA PREVENDITA PER LA LECTIO DI RECALCATI
Intanto è partita la vendita dei biglietti per l’appuntamento di sabato 25 luglio, ore 21.30, con Massimo Recalcati (unico appuntamento del festival a pagamento). Si svolgerà in Piazza San Giorgio a Melpignano. La Lectio Magistralis sarà sul tema “𝙂𝙚𝙣𝙞𝙩𝙤𝙧𝙞 𝙚 𝙁𝙞𝙜𝙡𝙞”. Il celebre psicoanalista, scrittore e docente universitario esplorerà uno dei grandi temi dell’esistenza umana: la genitorialità odierna, come principale compito educativo delle nuove generazioni. Ticket 20 euro. Acquisto su www.vivaticket.com.









