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Carceri: “il grande caldo è più di una tortura per poliziotti e detenuti”, fra le situazioni più difficili quella in Puglia Sappe

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Di seguito un comunicato diffuso dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe:

Abbiamo ancora negli occhi le immagini di qualche decina di attivisti delle ONG maltrattati in Israele che hanno sollevato lo sdegno di Istituzioni, mondo politico, giornali e televisioni che ne hanno parlato per ore, e finanche della magistratura. Invece dello scandalo mille volte più grande che va in scena ogni anno con l’arrivo del grande caldo che colpisce decine di migliaia di detenuti e poliziotti penitenziari invece nulla … qualche minuto sulle reti nazionali, pochi trafiletti di giornali per riportare le dichiarazioni di garanti ed associazioni che dai loro uffici(climatizzati?) denunciano la grave situazione e sono tutti a posto in attesa del ferragosto per la passerella politica. Il SAPPe, sindacato autonomo polizia penitenziaria ritiene che per capire veramente la drammaticità della situazione che assume aspetti che vanno ben oltre la tortura, bisogna provarla sulla propria pelle per almeno qualche ora. Purtroppo il fenomeno lo conosciamo in tutti i suoi aspetti, poiché in più occasioni abbiamo soccorso poliziotti e detenuti caduti come birilli proprio a causa di colpi di calore, non solo durante le ore più calde, ma anche nelle ore notturne. Ciò in quanto ci hanno detto che il cemento con cui sono costruite la quasi totalità delle carceri italiane, accumula il calore durante il giorno e lo rilascia lentamente la sera e la notte impedendo il raffreddamento delle celle e dei reparti trasformati in veri e propri “forni”, con punte fino a 15 gradi in più. Così quando sorge il sole il giorno dopo, il cemento non ha ancora finito di rilasciare il calore del giorno prima, e il ciclo ricomincia da un livello termico ancora più alto. Questo fenomeno impedisce il riposo notturno e mantiene stanze di pochi metri quadrati superaffollate di detenuti, a temperature costantemente critiche surriscaldando l’ambiente interno e rendendo le celle ed i reparti in cui opera la polizia penitenziaria invivibili. Si vuole ricordare che all’interno delle carceri pugliesi e nazionali ci sono migliaia e migliaia di detenuti fragili affetti da patologie croniche e psichiatriche che con il caldo infernale vedono acuire i loro malori con sofferenze atroci, oltre la tortura, che meriterebbero l’intervento della magistratura. Il SAPPE da tempo chiede risposte concrete anche per le strutture carcerarie, perché il governo al tempo del suo insediamento promise interesse per le problematiche dei penitenziari(che non si risolverà certo con il piano di un commissario , poiché il sovraffollamento nazionale continua a crescere (135%) e con la Puglia maglia nera al (175%), con prigioni che superano il 220% (Taranto e Foggia peraltro le province più calde della regione). Il SAPPE si augura che si corra ai ripari presto, altrimenti potrebbe essere la magistratura che potrebbe supplire ancora una volta all’assenza di chi governa; vogliamo ricordare l’intervento del GIP di Firenze che nei giorni scorsi è intervenuto mettendo sotto sequestro ben 7 sezioni detentive del penitenziario di Firenze-Sollicciano e costringendo il DAP a chiuderle con urgenza poiché fatiscenti. Diciamo ciò poiché questa O.S. ritiene che quanto avvenuto a Firenze sia la punta di un iceberg fatto di carceri che violano qualsiasi legge in materia di benessere , salubrità, igiene, vivibilità non solo per i detenuti ma anche per i poliziotti. Siamo convinti che se un giorno la magistratura dovesse intervenire per fare indagini sullo stato strutturale delle carceri, la stragrande maggioranza dei penitenziari italiani potrebbero essere dichiarati fuori legge e pericolosi sia per quanto innanzi detto, sia perché, ci dicono, che il cemento esposto 24 ore al giorno al caldo estremo degrada le prestazioni portando ad un invecchiamento precoce che potrebbe causare fessurazioni, crepe e perdita di resistenza. In quante carceri vecchie di decenni vengono fatti controlli per la stabilità delle strutture? Senza dimenticare il reato di tortura che potrebbe essere contestato ai responsabili politici del ministero della giustizia e del DAP, per le condizioni in costringono a vivere e lavorare i detenuti ed i poliziotti penitenziari, sottoposti a grandi stress fisici e psichici a causa delle impossibili temperature all’interno dei reparti detentivi, e della fatiscenza delle strutture penitenziarie che violano qualsiasi norma in materia di sicurezza, salubrità a partire dal T.U. 81/08 ecc.ecc. In attesa degli interventi auspicati ci viene riferito che un rimedio immediato che potrebbe rivelarsi efficace anche se non risolutivo sarebbe l’applicazione di speciali vernici bianche ad alta riflettanza solare sulle pareti esterne delle carceri che, potrebbe respingere, ci dicono, fino all’85% dei raggi solari, impedendo al cemento di assorbire il calore. Il SAPPE ritiene che chi sbaglia debba pagare scontando tutta la pena, ma solo uno stato non democratico può permettere quello che avviene in Italia a chi vive (i detenuti) e chi ci lavora(Poliziotti) nelle nostre carceri



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