Scrive Fulvia Gravame, assessora comunale di Taranto:
Una di loro prende per il collo un cigno nero, come se fosse un gioco o un passatempo.
Non è un gioco.
È un gesto grave, inaccettabile e privo di qualunque rispetto verso un essere vivente.
A rendere l’episodio ancora più deplorevole è il fatto che la scena sia stata ripresa e pubblicata come storia Instagram, quasi fosse uno spettacolo da mostrare.
La sofferenza di un animale non può diventare intrattenimento, né contenuto da condividere sui social.
Un comportamento del genere è da condannare ovunque.
A maggior ragione se accade in un ambiente naturale delicato come il fiume Cervaro, breve corso d’acqua sorgivo e carsico che sfocia nel Mar Piccolo.
Il cigno nero è una specie originaria dell’Australia, riconoscibile per il piumaggio scuro e il becco rosso.
La sua presenza nelle acque pugliesi è insolita e avrebbe dovuto suscitare attenzione e rispetto, non certo violenza.
Non si conosce ancora la provenienza dell’animale.
Dalle immagini diffuse nei giorni scorsi, la presenza di un anello identificativo alla zampa fa pensare a un esemplare proveniente da un allevamento o da un parco privato.
Ho chiesto alla Polizia Locale di individuare i responsabili e di procedere con tutti gli accertamenti e i provvedimenti previsti dalla legge.
Questo episodio ci impone anche una riflessione più ampia. I bambini e i ragazzi imparano dagli adulti, dai gesti che vedono, dagli esempi che ricevono.
Se un animale viene trattato come un oggetto o come un gioco, passa un messaggio profondamente sbagliato: che la mancanza di rispetto possa essere normale.
Non lo è.
La cultura ambientale passa anche da qui: dal modo in cui trattiamo gli animali, i luoghi naturali e gli spazi comuni.
Il rispetto per l’ambiente non è uno slogan.
È un comportamento quotidiano.






