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Matera: quel vicinato in dissoluzione fotografato da Henri Cartier Bresson Nel 1951

VICINATO RIONI SASSI FOTO SANGERARDI FINE MAGGIO 2026

Di Nino Sangerardi:

Malinconico osservare, fine maggio 2026 , il vicinato fotografato da Henri Cartier Bresson in stato di abbandono e rovina.

Camminando dentro i Rioni Sassi si giunge al termine di  via Purgatorio Vecchio ed ecco lo stabile rupestre immortalato da  Bresson nel mezzo del 1951.

Il 6 marzo dello stesso anno l’on.Michele Bianco,avvocato nato a Miglionico provincia di Matera, presenta alla Camera dei Deputati la proposta di Legge sul risanamento dei quartieri popolari dei  Rioni Sassi e messa in opera di abitazioni per contadini operai e artigiani.

Tra l’altro mette in luce che “quando si parla dei  Rioni Sassi bisogna pensare alle bolgie infernali e poi moltiplicarne l’orrore per dieci,nella certezza tuttavia di rimanere sempre al di sotto della realtà. Bisogna pensare ad abitazioni dove non solo non entra il sole ma non entra l’aria,non entra la luce,dove non vi sono pavimenti,né pareti, né tetti; dove ,in una parola, non vi è nulla di umano…I Sassi di Matera costituiscono una piaga che mortifica ed avvilisce ogni più elementare senso di umanità e rappresentano un marchio di infamia per la civiltà e la dignità del nostro Paese! Voi vorrete affrettarvi a cancellarlo facendo buona accoglienza alla presente proposta di Legge”.

Vicinati  analizzati  e cartografati dall’igienista e epidemiologo Rocco Mazzarone in qualità di componente della Commissione per lo Studio della Città e dell’Agro di Matera, istituita a fine anno 1951 dall’ UNRRA CASAS d’intesa con l’Istituto Nazionale Urbanistica,  presidente Adriano Olivetti.

Nella foto della residenza a pozzo di Bresson si rileva la struttura geometrica del bianco e nero in cui è racchiuso  il momento decisivo, la misera esistenza quotidiana di donne e bambini incuriositi dalla presenza di quest’uomo straniero che imbraccia con discrezione la Leica M3.

Scatto epocale che racconta un mondo sommerso privo di identità e biografie minime, entrato nel cuore e negli occhi di generazioni passate e nuove.

VICINATO RIONI SASSI FOTO HENRI CARTIER BRESSON 1951L’istantanea di Henri Cartier Bresson—considerato l’Occhio del secolo (il Novecento)– definisce uno spazio preciso,un tempo e una circostanza, la memoria di vite piegate dalla rassegnazione, cattura la sostanza dell’essere umano  tramite il loro sguardo e rimarca la capacità narrativa che sprigionano questi luoghi del Sasso Caveoso.

”Per dare un senso al mondo—scrive l’inimitabile fotografo francese—bisogna sentirsi coinvolti in ciò che si inquadra nel mirino, tale atteggiamento richiede concentrazione,disciplina mentale e sensibilità. Per me la macchina fotografica è come un block notes,uno strumento a supporto dell’intuito e della spontaneità…”.

Il blocco tufaceo e cavernicolo illustrato da Bresson si presenta oggi con tre scalinate esterne malmesse coperte da piante selvatiche, androni e locali privi di infissi, la cisterna sigillata con  tufo sbrecciato. Quindi il rosario di indumenti e ferraglia  e pezzi di legname fradici disseminati sul pavimento, la catasta di mattoni flagellati dall’acqua piovana e le parole “ lavori in corso” vergate in nero su tela di plastica arancione in  disfacimento.

Quadro avvilente tenendo conto che dal 1993 i Rioni Sassi sono stati dichiarati dall’Unesco  Patrimonio dell’Umanità , nel 2019  la città di Matera proclamata capitale europea della cultura e per l’anno 2026 designata Capitale Mediterranea della cultura e del dialogo.

La dimora, gli alloggi sopra descritti sono riconducibili al “Programma di edilizia residenziale pubblica nei Rioni Sassi di Matera. Legge n.179/92”.

Interventi sovvenzionati con pubblico denaro.

Per esempio : in via San Gennaro,nei pressi della Cattedrale, si vedono camere senza tetto con finestre che si affacciano sul nulla, erbacce e rifiuti in ogni luogo, il muro costruito per respingere i vandali del pomeriggio tardi e saccheggiatori di beni parastatali; lungo Vico Commercio,ai piedi dell’incredibile ascensore realizzato nel 2013(267 mila euro di finanziamento regionale, mai    entrato in funzione), si notano altri immobili vuoti persi nel degrado, utilizzati come deposito di varia immondizia  e , dulcis in fundo, dal belvedere di Piazzetta Pascoli si osservano non poche  case diroccate che aspettano il mitico signor Godot  rappresentante della minima  cura urbana.

Ultimamente c’è stata l’idea, notevole ma non realizzata,  di dar vita a un “Museo Internazionale della Fotografia” e allocarlo dentro l’ampio e significativo vicinato  di Via Purgatorio Vecchio.

Presidio e centro di divulgazione della fotografia, luogo destinato a preservare la memoria materiale e immateriale, punto di riferimento internazionale e nazionale per fotografi, studiosi, viaggiatori, istituzioni scolastiche e accademiche, enti pubblici e privati.

Finalità del Museo ? Raccogliere e custodire scatti , reportage dei numerosi fotografi che, durante gli anni 1948-1973, sono stati in Basilicata e soprattutto nella Città dei Sassi.

Costruire un archivio di valenza storica antropologica e culturale tramite  le immagini create da Mario Carbone, Fosco Maraini, Giuseppe Rotunno, Mario Cresci,  Enzo Sellerio, Mimmo Castellano, Mario Dondero, Franco Pinna, Domenico Notarangelo, Augusto Viggiano, Arturo Zavattini, Piergiorgio Branzi, Gianni Berengo Gardin, Federico Patellani, Henri Cartier Bresson, Ernst Haas, Esther Bubley, David Seymour, Eliot Erwit, Dan Weiner, Marjory Collins, Bruno Barbey.

Tra i compiti della Pinacoteca la messa in opera di una Mostra fotografica permanente, con esposizione di istantanee  prodotte dai fotografi giunti in Lucania stimolati e affascinati, soprattutto, dal libro “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi.

Promuovere  e organizzare attività di carattere didattico, incontri, manifestazioni, convegni, erogazione di borse di studio, assegnazione di riconoscimenti a opere fotografiche, nazionali e estere,  che si sono distinte nel contribuire alla divulgazione delle realtà lucane d’epoca e contemporanee.

Per concludere, non è dato sapere quando le varie entità istituzionali di Matera e della Basilicata cominceranno i lavori di restauro conservativo in merito al vicinato descritto,  settantacinque anni fa, da Henri Cartier Bresson.

 



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