Visto nel cinema Verdi di Martina Franca, dove per ora è terzo per incassi dopo i film di Checco Zalone e Pio e Amedeo.
Un film più “profondo” di quanto si possa immaginare. “Il diavolo veste Prada 2” non è solo la commedia glamour séguito di quella di venti anni fa. Ci sono dentro tutti gli stravolgimenti dettati dalla frenetica innovazione digitale. Stravolgimenti che sono occupazionali, che rappresentano una crisi (senza fine, chissà) del giornalismo ahinoi soggetto sempre più alle concentrazioni di grandi capitali, più che al lavoro giornalistico in sé. Cast identico a quello del primo, c’è un bel po’ d’Italia fra Milano e Lago di Como. Film, come detto, null’affatto “leggero” nella sua leggerezza. Sintesi perfetta dei meccanismi di comunicazione: ribalta e retroscena. Trama… Non resta che andare al cinema e scoprirla.









