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C’era una volta Il calcio italiano

pallone rotto
C’era una volta… quando giocavamo a pallone anche con i sassi, da bambini. E lo facevano anche quelli della generazione successiva alla nostra. Negli oratori e nelle pinete. Nelle strade. Lì sono nati i campioni. Poi è andata a finire che spesso i figli sono considerati investimenti e non bambini che con un pallone devono giocare. Giocare. Spesso nelle scuole calcio (naturalmente a pagamento) si insegna la tattica e non a giocare “con” il pallone, trattandolo con confidenza. Poi quando tali bambini crescono entrano in gioco i procuratori. I soldi. Che sono l’essenza del calcio attualmente, non il pallone. Il calcio italiano è brutto, non diverte. Perché è un affare economico innanzitutto. A tutti i livelli. Non una partita di sudore e amicizia, ginocchia sbucciate e l’entusiasmo per avere toccato la palla anche una sola volta, maglie (o camicie) tutte diverse e non una sfilata di moda.
Eliminazione meritata perché è l’apice di questo movimento (anzi immobilismo) calcistico: la partita è un incidente di percorso in una settimana di chiacchiere. Con un’aggravante: stavolta il mondiale è a 48 squadre, numero mai visto prima, ci va pure Capo Verde, 156mila abitanti. Ora, senza un poderoso colpo di ramazza nei confronti di persone di potere, affaristi vari e di una mentalità distorta, prepariamoci fin d’ora alla quarta eliminazione.
A proposito: chi sarà mai l’unico calciatore nella storia del calcio italiano (in realtà sono due) ad avere fallito tre qualificazioni di seguito? Il campionissimo più forte del mondo (ahahahah, direbbero quelli bravi) Donnarumma. L’altro è Spinazzola.
Dispiace umanamente per Gattuso.
In generale: andatevi tutti a fare quattordici ore al giorno di lavoro in fonderia, come tanti lavoratori che sono eroi veramente per come riescono a tirare avanti.
La cosa più emozionante di ieri? La radiocronaca con il telefono di Francesco Repice e Daniele Fortuna perché diversamente dalle grandi attrezzature e scenografie tv il collegamento radiofonico ha dato problemi tutta la sera. Una radiocronaca che è stata una tregenda, l’unica cosa epica (quanti ricordi degli inizi… ) ieri sera

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