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Monopoli: i quaranta anni di poesia e impegno civile di Giuseppe Goffredo Oggi incontro in libreria

Locandina (17)

Di seguito il comunicato:

I quarant’anni di poesia e d’impegno civile di Giuseppe Goffredo, poeta, scrittore, editore, operatore culturale, saranno al centro dell’incontro che si svolgerà a Monopoli, al Mondadori Bookstore in via Roma 129/131, alle
18,30 di venerdì 27 marzo.
Giuseppe Goffredo dialogherà con Maria Grazia Palazzo, presidente della neo costituita associazione Azimuth ETS che ha pensato e organizzato l’evento in collaborazione con la locale sezione Lidia Menapace dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) e con lo stesso Mondadori Bookstore. Saranno presentate l’antologia critica Cadere nutre la terra: poesie 1976-2022, che raccoglie liriche scelte dello stesso Goffredo con un importante ap-
parato introduttivo nonché una bio-bibliografia, e l’altra antologia Se io devo morire tu devi vivere, con testi scelti di poeti palestinesi di Gaza curata sempre da Goffredo. Entrambi i lavori sono stati pubblicati da Poiesis Editrice.

Giuseppe GoffredoDalle iniziali orgogliose liriche giovanili fino alle ultime letture pubbliche per testimoniare la volontà di pace in seguito alle rinnovate crudeltà del conflitto tra israeliani e palestinesi, Giuseppe Goffredo è sempre stato un lucido, appassionato e disincantato testimone della bellezza e dei dolori del Mediterraneo con uno sguardo al mondo. Negli anni Novanta, con i Seminari di Marzo, fu precursore e protagonista del dialogo euromediterraneo.

Amico e interlocutore di poeti, scrittori, artisti, da Giovanna Bemporad (1928-2013) a Toni Maraini, da Izet Sarajlic (1930-2002) a Jabbar Yassin Hussin, Goffredo ha concretizzato la sua visione etica e civile nelle Edizioni Poesis, oggi Poiesis Editrice, con le quali continua il dialogo con i Sud del mondo.

Azimuth ETS solo formalmente si è costituita quest’anno. In realtà nasce dall’esperienza ventennale, maturata con passione per la vita, le arti, i saperi, di «tanti amici che contribuiranno al percorso associativo» intorno a Maria Grazia Palazzo e a Giuseppe Satalino, genitori adottivi di Amit. «Partiamo da un’esperienza di condivisione maturata nel tempo attraverso l’esplorazione della bellezza come valore estetico ed etico» dicono Maria Grazia, di formazione umanistica, giuridica, teologica, e Giuseppe, ricercatore del CNR nel campo dell’elaborazione d’immagini satellitari. «Siamo convinti che ci possa essere uno sguardo sensibile alla complessità delle realtà umane di cui intendiamo occuparci», concludono.

Perché Azimuth? Maria Grazia Palazzo lo spiega: «La parola discende dall’arabo as-sumūt, plurale di as-samt che significa le direzioni o le vie. Questa espressione, passata dallo spagnolo e dal francese, originariamente usata in astronomia e in geografia per indicare la direzione orizzontale di un astro rispetto al nord, abbiamo voluto sceglierla per evocare la dimensione del viaggio, dell’attraversamento, dell’ascolto polifonico di voci e di testimonianze dell’umano».


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