Nella foto di home page la stazione centrale di Kiev qualche ora fa. Il pugliese Paolo Chiafele, di Martina Franca, che vive e lavora da anni come salumaio in Ucraina, ha descritto cos’è questa notte, dopo il ritorno da Leopoli a Kiev: ritorno a casa, probabilmente senza corrente elettrica, senza riscaldamento.

Questa mezzanotte in Ucraina ha una gravità particolare, droni e missili russi a parte. È la notte del quarto anniversario dall’inizio dell’invasione russa, con un numero sterminato di bombardamenti e la stima di circa un milione ottocentomila fra morti, feriti e dispersi. Svariate centinaia di migliaia dei quali, russi. Questo, per le mire di un criminale di guerra, sancito tale dalla Corte penale internazionale. E con tutto quello che hanno combinato, i russi non hanno neanche conquistato granché sul terreno in questi quattro anni.
Un atto criminale, che vìola il diritto internazionale, che oggi entra nel quinto anno. Gli ucraini orgogliosamente stanno difendendo la loro terra ma basta con questa esecrabile invasione che negli ultimi mesi ha trovato negli Usa, anziché un forte alleato dei difensori, un atteggiamento ondivago, quello del presidente del resto.
E i bombardamenti russi continuo. Anche stanotte.









