Di Nino Sangerardi:
“Nell’anno 2023 il livello complessivo di riciclo dei rifiuti da imballaggio in Italia è salito dal 70,7 al 75,3%, con un superamento degli obiettivi fissati dalla normativa dell’Unione Europea per il 2025 e il 2030 che fa presumere una partecipazione proattiva, nel settore, da parte delle imprese beneficiarie del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero. È quindi raccomandabile l’attivazione di un sistema di monitoraggio che fornisca indicazioni sugli effetti di crescita apportati dalla misura nell’uso dei materiali riciclati, anche per valutare un eventuale ampliamento della dotazione finanziaria e la previsione di un finanziamento su base annuale”.
Parole che si leggono nella relazione della Corte dei Conti ( Sezione di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato) con oggetto il ” Credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero”, approfondendo l’efficacia dell’utilizzo in Italia.
Una misura adottata a fronte della direttiva dell’Unione Europea n. 2018/852 per il contrasto all’aumento della produzione di materiali plastici e cartacei per gli imballaggi – quota rilevante dei rifiuti solidi urbani – e che si inserisce nel quadro degli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Il credito d’imposta, rilevano i Magistrati contabili, è riconosciuto alle imprese per le spese documentate di acquisto di prodotti e imballaggi provenienti dalla raccolta differenziata della plastica, della carta e dell’alluminio, nonché di imballaggi biodegradabili e compostabili conformi alla normativa europea di settore.
L’agevolazione, pari al 36% delle spese sostenute nel 2019 e 2020, con un limite massimo di 20.000 euro l’anno per ogni impresa beneficiaria, prevedeva uno stanziamento iniziale complessivo annuo di un milione di euro, poi aumentato a 5 milioni dalla Legge di bilancio 2023 e confermato anche per il 2024 e 2025. Dalla data di istituzione della misura fino al 1° ottobre 2025, gli importi fruiti in compensazione (mediante modello F24) ammontano nel complesso a 7.345.083 euro.
Oltre alla verifica degli effetti di crescita apportati dal credito d’imposta nell’uso dei materiali riciclati, l’ulteriore auspicio della Corte dei Conti riguarda “l’adozione di iniziative dirette a favorire una maggiore diffusione sul territorio dei fornitori di materiali provenienti da riciclo, per diversificare l’offerta, ridurre i costi di trasporto e migliorare le performance complessive in coerenza con gli obiettivi ambientali dell’Agenda 2030 dell’ONU”.
Il rapporto della Corte è stato trasmesso alle Presidenze di Senato e Camera dei Deputati, Presidenze delle Commissioni Bilancio di Senato e Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Ministro Ambiente e Sicurezza Energetica, Agenzia delle Entrate, Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche, Dipartimento Sviluppo Sostenibile, Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato, Dipartimento delle Finanze.






