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Alzheimer e vaccini Intervento

modificazioni cellulari

Di Francesco Cava (*):

L’ Alzheimer, malattia descritta per la prima volta nel 1901 dallo psichiatra tedesco Alois Alzheimer, è una patologia degenerativa del sistema nervoso caratterizzata dalla presenza di particolari strutture di natura proteica: le placche neuritiche e gli aggregati o grovigli neurofibrillari. Le prime normalmente si formano all’esterno delle cellule nervose, i neuroni, mentre i grovigli si generano all’interno del corpo cellulare.

Entrambi questi ammassi possono interferire con il normale funzionamento del neurone impedendone la comunicazione con altre regioni del cervello e del corpo, determinando cosi la progressiva perdita delle funzioni cognitive essenziali allo svolgimento delle normali attività quotidiane (la memoria, l’attenzione, il linguaggio, le prassìe, definibili come capacità di eseguire sequenze di compiti o azioni più o meno complesse, la gnosìa, funzione che permette di comprendere gli stimoli sensoriali provenienti dall’ambiente, come il riconoscere la qualità di un oggetto ed essere in grado di catalogarlo). Placche e grovigli possono anche essere causa di morte delle cellule nervose.

L’Alzheimer in Italia colpisce oltre mezzo milione di persone e la malattia è destinata a crescere con l’invecchiamento della popolazione. Essa presenta aspetti sociali e epidemiologici che costituiscono un preoccupante problema sociale e umano.

Secondo alcuni scienziati queste conoscenze suggeriscono una nuova strategia di natura vaccinale contro la malattia, mirando a bloccarne la sua fase iniziale.

Per semplicità mi riferisco al termine “vaccinazione” come la somministrazione di un anticorpo diretto contro un agente patogeno, oppure, l’induzione verso l’organismo perché produca anticorpi specifici grazie al suo sistema immunitario. Il sistema immunitario comprende i meccanismi di difesa naturali e artificiali che ciascun individuo possiede contro agenti patogeni estranei, sconosciuti all’organismo. Tra le difese immunitarie acquisite rientrano gli anticorpi, sostanze di natura proteica capaci di distruggere la sostanza estranea.

Per il sistema immunitario le placche, i grovigli e i loro derivati, essendo sostanze neo-formatesi con la malattia, vengono riconosciute come estranee dai meccanismi difensivi di riconoscimento.

Come intervenire con la vaccinazione? La ricerca è orientata a incentivare la produzione di anticorpi monoclonali, proteine così dette perché capaci di colpire nello specifico soltanto queste neo-molecole. Anticorpi che potremmo definire “missili biologici” o “missili molecolari”, a bersaglio certo.

Attualmente questa tecnica è in fase di studio e produzione delle sostanze in diversi laboratori di ricerca, non solo per l’Alzheimer, ma anche per patologie come tumori e numerose altre malattie.

In sostanza la strategia della vaccinazione potrebbe risultare, ancora una volta, molto efficace e rappresentare un solido segnale grazie al quale il termine “distruzione” non viene riferito a uomini e cose, come avviene ad esempio in riferimento ai “missili della guerra”, ma a microscopiche molecole tossiche che insidiano la nostra mente.

Sarebbe etico e umano dedicare maggiori sforzi economici e maggiore ricerca allo studio di questi missili biologici, strumenti di pace capaci di combattere numerose malattie, piuttosto che impegnare ingenti risorse nella costruzione di missili di guerra, strumenti di distruzione e di morte. Un maggiore impegno per la bellezza della vita  piuttosto che per l’orrore della morte.

(*) biologo


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