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Covid, Puglia: al Policlinico di Foggia ricoveri in diminuzione da marzo nonostante l’impennata dei contagi nell’intera provincia Secondo Gimbe nel Foggiano l'incidenza delle nuove infezioni nell'ultima settimana è salita a 112 ogni 100mila residenti, ma, stando al report del Riuniti, le ospedalizzazioni sono crollate

foto aerea Policlinico Riuniti

Di Francesco Santoro: 

Al Policlinico di Foggia i ricoveri Covid da marzo sono crollati nonostante l’impennata dei contagi registrata in tutta la provincia nelle ultime settimane. La situazione è fotografata dal report della direzione generale dell’ospedale della città capoluogo e dalle recenti rilevazioni della Fondazione Gimbe. Attualmente i professionisti del nosocomio dauno si occupano di 32 pazienti, numero «in diminuzione- precisano i responsabili della struttura sanitaria-da quando la campagna vaccinale ha raggiunto una larga fetta» di abitanti. I letti occupati dagli ammalati risultati positivi al Coronavirus a marzo erano 180; ad aprile 190, a maggio 123 e ad agosto 40. Dati in controtendenza rispetto all’aumento nel Foggiano delle nuove infezioni evidenziato dall’organismo indipendente presieduto da Nino Cartabellotta. A fronte di un’incidenza che nel giro di sette giorni è salita da 71 a 112 ogni 100mila residenti, le ospedalizzazioni- stando al management del Policlinico-, hanno subìto un drastico decremento.

La necessità di proteggersi dal Covid tramite il vaccino è rimarcata dai dati sugli ingressi in Rianimazione. «Dei 4 pazienti  ricoverati in Rianimazione, 2 non hanno ricevuto nessuna dose di vaccino e 2 risultano vaccinati con doppia dose, con necessità di ricovero in reparto intensivo per comorbidità pregresse- precisa la direzione generale del Policlinico-. Pertanto, considerando il motivo di ricovero di questi ultimi, non ascrivibile a sintomatologia da Covid, si evince che il 100 per cento dei ricoverati in Terapia intensiva con sintomi riferibili al Covid risulta non vaccinato». E, infine, gli 8 vaccinati «ricoverati nei reparti a bassa-media intensità di cura (Malattie Infettive, Pneumologia) vanno rapportati all’87,7 per cento della popolazione regionale over 12 che ha completato il ciclo e, dunque, i restanti 20 pazienti ricoverati (non vaccinati) vanno considerati in relazione al 12,3 per cento» dei pugliesi dai 12 anni in su non immunizzati.



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