Quell’anno era, per chi scrive, l’anno della maturità. A fine aprile dovevamo approssimarci con più impegno alle materie, calarci in tema-scuola ecc.
E lo facevamo anche. Ma tra noi, a metà mattinata, dirsi reciprocamente che lo studio doveva interrompersi e non si usciva nemmeno per vederci tra amici, era diventato un fatto quotidiano, in quel periodo.
Dal 30 aprile 1985, praticamente.
Perché la sera prima, il 29 aprile di quarantuno anni fa, andò in onda la prima puntata di un programma di tarda, tardissima (per i tempi) serata, che conquistò tutti subito con la sua originalità. “Quelli della notte”. Dalla sigla in poi, una continua risata. Per chiunque lo guardasse. Renzo Arbore, che aveva fatto centro una volta ancora, coordinava serissimi professionisti come l’architetto Mario Marenco, il musicista Franco Bracardi, l’altro musicista Max Catalano, poi Marisa Laurito, Silvia Annicchiarico, un personaggio nuovo che raccontava storie articolate e ridicole come Maurizio Ferrini e un prete, diciamocelo pure, assurdo, una cosa da rotolarsi a terra dalle risate: Nino Frassica.
Che meravigliosa confusione. Due mesi in cui l’Italia, al solo pensiero di “Quelli della notte”, era più serena. Un periodo indimenticabile della tv italiana che aveva saputo rinnovarsi una volta ancora e che aveva fatto del bene, con la comicità intelligente di quel gruppo incredibile, a un intero popolo.
(foto: tratta dal profilo facebook di Nino Frassica)






