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Carnevale di Putignano: i progetti speciali Edizione 632

carnevale di putignano 2026

Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:

Nel ricco programma di 126 eventi che il Carnevale di Putignano ha preparato per celebrare la sua 632ª edizione, dedicata al tema del paradosso, non poteva mancare lo spazio a iniziative che accendono i riflettori sull’arte e sulle sue molteplici forme, che diventano espressione della creatività artistica giovanile e femminile.

DANCING IN THE STREETS, L’INSTALLAZIONE DI “OFFICINE CHIODO FISSO” PER IL PALCO GRANDE

Progettata su tre livelli che trasforma il Carnevale di Putignano in un rito contemporaneo di connessione globale e ispirata alle riflessioni di Barbara Ehrenreich sulla gioia condivisa, l’opera guarda al Carnevale non come semplice festa locale, ma come impulso primordiale, inscritto nella storia dell’umanità. Attraverso un linguaggio visivo diretto e universale, l’installazione supera i confini geografici e simbolici per restituire l’immagine di un mondo che danza allo stesso ritmo. Il Carnevale, per sua natura, è il tempo in cui l’ordine si sospende e lascia spazio all’estasi collettiva. È il momento in cui gli individui si perdono nel gruppo attraverso la danza, il canto, il travestimento. In un’epoca segnata dalla frammentazione, il Carnevale di Putignano si apre al mondo come pratica condivisa, come messaggio di incontro. Indossando una maschera, diventiamo paradossalmente più simili: le differenze si sciolgono nel vortice della festa.

L’installazione prende vita grazie a una collaborazione artistica e tecnologica che rende il palco un corpo vivo. In dialogo con l’artista multimediale Cristian Rizzuti, la scenografia reagisce in tempo reale al suono e al movimento. Sotto la direzione grafica unificata di Michele Santella e Gianvito Turi, il Palco grande in Piazza Principe di Piemonte si configura come un’esperienza immersiva e simbolica: i tre livelli della scenografia raccontano l’ascesa dalla dimensione terrena a una soglia quasi mistica, dove la musica degli artisti e delle artiste in scena sul palco agisce come il battito cardiaco dell’umanità. Le forme luminose che attraversano lo stage non sono decorative, ma archetipiche. Le maschere e i costumi evocano il potere della trasformazione; le forme naturali e geometriche si intrecciano in un equilibrio instabile, dove l’ordine del mondo si scioglie nell’ebrezza della festa. Occhi e bocche diventano simboli di espressione collettiva: sguardi che osservano senza giudizio, voci che ridono, gridano, si liberano. Il fuoco, infine, attraversa l’opera come segno di catarsi e rinascita.

L’ARTISTA DOMENICO GALLUZZI DECORA PIAZZA PLEBISCITO: S-culture sospese

Galluzzi foto credits Dino FrittoliUna costellazione di figure tridimensionali invade dolcemente lo spazio urbano del borgo antico: non poggiano a terra, non occupano, ma abitano l’aria, come presenze che attraversano il tempo. Realizzate in cartapesta e altri materiali, queste figure dialogano idealmente con l’installazione del Palco grande (Piazza Principe di Piemonte), mantenendo una continuità visiva e simbolica, ma spostando lo sguardo verso il cuore più antico del Carnevale di Putignano. Qui il paradosso si fa tradizione, gesto ripetuto, abitudine condivisa. Le forme richiamano riti, maschere, momenti fondativi della manifestazione putignanese: dai giovedì ai rituali collettivi, fino a personaggi storici e simbolici che hanno attraversato i secoli, lasciando tracce nel linguaggio, nei gesti, nella memoria della comunità. Ricordano che il Carnevale non è solo evento, ma rito che ritorna, tradizione che si rinnova, corpo collettivo che prende forma anno dopo anno. In Piazza Plebiscito il Carnevale, dunque, non si mostra, si manifesta. Tra cielo e terra, tra passato e presente, tra ciò che siamo stati e ciò che continuiamo a diventare. (foto relativa al progetto: di Dino Frittoli)

LA CARTA DI FERRO”, GLI ABITI – SCULTURA DI LUIGIA BRESSAN

Il Carnevale di Putignano è un rito collettivo, una fucina di forme e visioni che da secoli plasma la materia e l’immaginario: il progetto “La Carta di Ferro” nasce come atto di rottura e rinascita e unisce due anime complementari, la “carta elegante” frutto della trasformazione della cartapesta in tessuto prezioso, leggero e poetico con l’utilizzo di texture leggere, pizzi di carta, pigmenti perlacei, finiture dorate, e la “carta di ferro”, grazie all’impiego di strutture interne rinforzate, superfici ossidate, inserti metallici, pigmenti ferrosi.

Bressan 2Una innovazione materica doppia che esalta rispettivamente la leggerezza e la potenza della cartapesta; di qui la creazione di tre opere indossabili, ciascuna dedicata a un archetipo femminile: la Saggezza (trasparente e dorata), la Creatrice (ramificata, fertile), la Visionaria (aerea, specchiante). Ogni abito è pensato come opera d’arte performativa itinerante tra le strade del Carnevale, ma anche statica con la mostra degli abiti-scultura e delle maschere con luci, suoni e narrazione poetica e testimonianze del processo creativo. Accanto alle tre sculture indossabili, saranno esposti quattro volti femminili bidimensionali, creati dalle altre artiste della squadra, guidata da Luigia Bressan.

L’intento del progetto è dare rilievo al lavoro in rete delle donne, spesso relegate ai margini del processo creativo, nonostante la loro grande capacità generativa, tenace e visionaria, vuole vestire l’ingegno femminile, celebrandolo in tutte le sue forme (delicatezza, resilienza, metamorfosi, lotta, creazione) e stimolare un dialogo sul ruolo delle donne nel Carnevale e nella cultura visiva, proponendo un modello di leadership creativa e inclusiva.

LA MOSTRA ITINERANTE DELLE ILLUSTRAZIONI DEI BOZZETTI A CURA DI GIANVITO TURI

Prosegue il suo percorso espositivo itinerante per l’Italia la mostra delle illustrazioni degli 8 bozzetti dei carri, a cura dell’illustratore locale Gianvito Turi che ha reinterpretato i progetti dei giganti in cartapesta in chiave contemporanea, creando una serie di illustrazioni artistiche. Queste creazioni stanno portando il Carnevale di Putignano oltre i confini cittadini, toccando diverse location tra cui il Collettivo Resine a Polignano a Mare, la Fondazione Giuseppe Di Vagno a Conversano, il Museo TAM di Matera, il Museo MAT di Terlizzi. Non mancheranno alcuni musei nazionali nella Capitale e altri spazi culturali diffusi in tutta Italia che saranno svelati sui canali di comunicazione del Carnevale, per mantenere vivo il dialogo con il tema del paradosso e diffondere la cultura carnascialesca in nuovi contesti.


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