Il prefetto di Bari, Francesco Russo, ha consegnato stamani alla mamma di Giuseppe Girolamo la medaglia d’oro al valore civile per il gesto eroico del musicista di Alberobello.
La cerimonia si è svolta nell’aula consiliare del Comune di Alberobello e arriva dopo circa tre anni dal conferimento, da parte del presidente della Repubblica, dell’onorificenza alla memoria.
Giuseppe Girolamo, la notte del naufragio della Concordia nel mare dell’Isola del Giglio, sacrificò la sua vita perché una bambina e la sua mamma si mettessero in salvo. Lasciò il suo posto sulla scialuppa di salvataggio.
Molto importanti le parole di Francesco De Carlo, sindaco di Alberobello, in apertura di cerimonia secondo cui Giuseppe Girolamo non ci lascia un ricordo “ma una direzione”. Quella dei comportamenti. Dell’altruismo. Del bene degli altri.
Anche il sindaco di Bari e della città metropolitana, Vito Leccese, la vicepresidente del consiglio regionale pugliese Anna Vaccarella, l’eurodeputato Michele Picaro che ha portato il saluto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno detto parole significative in una cerimonia aperta con il coro dei ragazzi della scuola media. La stessa che Giuseppe Girolamo frequentò. Eseguito l’inno nazionale che, ha sottolineato Leccese, con quel “siam pronti alla morte” ha dato il senso, in questo caso specifico, della vita di un esemplare giovane italiano, Giuseppe Girolamo.
Sia il sindaco di Alberobello sia il sindaco metropolitano hanno evidenziato che ci sono e sono in programma le prime intitolazioni di strutture o strade a Giuseppe Girolamo. Sarebbe auspicabile che per metterne in evidenza il comportamento eroico anche i centri almeno limitrofi, sia pure non nella città metropolitana, diano questo tipo di riconoscimento alla memoria di Giuseppe Girolamo.
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Di seguito il testo del discorso di Francesco De Carlo, sindaco di Alberobello:
Buongiorno. Porgo deferenti saluti a S.E. il Prefetto di Bari, Francesco Russo.
Ringrazio i genitori – e in particolare la cara mamma, le Autorità istituzionali, militari e religiose, e le cittadine e i cittadini che hanno accolto l’invito a condividere con noi un momento così importante per l’intera Comunità.
Oggi ricordiamo un ragazzo, un nostro concittadino, Giuseppe Girolamo, che continua a vivere nei cuori di tutti noi.
14 anni fa Giuseppe era a bordo di una nave da crociera. Faceva il musicista, e come tanti giovani era partito da Alberobello per conoscere il mondo, per crescere, per inseguire i suoi sogni.
Mentre suonava per i crocieristi, un incidente sfociato nel naufragio davanti all’Isola del Giglio lo ha messo davanti a una scelta impossibile: MI SALVO, O SALVO GLI ALTRI?
Giuseppe ha scelto gli altri.
Ha ceduto il suo posto sulla scialuppa a una donna con i suoi bambini. E la sua vita si è spezzata troppo presto.
Un gesto così grande ci lascia senza fiato. È il coraggio che diventa altruismo. È l’amore per il prossimo che supera la paura. È la forma più pura di umanità.
Alla famiglia qui presente dico che il MIO CUORE è gonfio di dispiacere.
La perdita di un figlio è una ferita che non smette mai di sanguinare.
A VOI riconosco il merito più grande: aver cresciuto un giovane capace di mettere l’ALTRO al primo posto.
Oggi, S.E., permettetemi di rivolgermi soprattutto alle ragazze e ai ragazzi. Perché la storia di Giuseppe parla soprattutto a loro. Parla al loro futuro.
Giuseppe era un giovane come voi: lavorava, sognava, amava la musica, voleva conoscere il mondo. Non era un eroe “di professione”. Era un ragazzo normale. Ed è proprio questo che rende il suo GESTO STRAORDINARIO.
In un momento decisivo ha scelto il BENE. Ha scelto il CORAGGIO. Ha scelto di SALVARE GLI ALTRI.
E allora, ragazze e ragazzi, ascoltatemi bene: il mondo ha bisogno di voi. Della vostra sensibilità, della vostra energia, della vostra creatività. Ha bisogno che non vi lasciate trascinare dal cinismo, dall’indifferenza, dal “non mi riguarda”.
Il futuro non lo costruiscono i più forti, ma i più RESPONSABILI. Non i più rumorosi, ma i più coraggiosi. Non chi pensa solo a sé, ma chi sa guardare anche agli altri.
Giuseppe non ci ha lasciato solo un ricordo. Ci ha lasciato una direzione. Una bussola. Un invito a fare la propria parte, sempre, anche quando costa fatica, anche quando nessuno guarda.
A voi giovani dico: NON ABBIATE PAURA DI ESSERE MIGLIORI. Non abbiate paura di essere generosi. Non abbiate paura di essere diversi. Il mondo cambia quando qualcuno decide di fare la cosa giusta, anche se è la più difficile.
ALLA FAMIGLIA GIROLAMO VA IL MIO ED IL NOSTRO ABBRACCIO PIÙ SINCERO.
A GIUSEPPE VA LA NOSTRA GRATITUDINE ETERNA.
A voi giovani va il compito più bello: TRASFORMARE IL SUO ESEMPIO IN UN MODO NUOVO DI STARE AL MONDO …
…e che il ricordo di Giuseppe vi accompagni nelle scelte, nei sogni, nei gesti quotidiani. Perché un gesto così grande non è solo memoria: È UN INVITO A DIVENTARE LA VERSIONE MIGLIORE DI VOI STESSI.
Grazie Giuseppe






