Di seguito il comunicato:
Lunedì 13 aprile, a Piazza del Popolo, il programma del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato accoglierà anche Revman. Nome d’arte di Sebastiano Vitale, Agente Scelto in servizio presso la Questura di Milano, arriverà a Roma con un intervento musicale rivolto ai più giovani. Alle spalle c’è un lavoro portato avanti negli anni tra scuole, quartieri e periferie, dove il rap è diventato uno strumento per affrontare legalità, bullismo, cyberbullismo, dipendenze, sicurezza stradale e responsabilità individuale.
La Capitale arriva adesso, nel momento in cui questo percorso entra in una delle occasioni istituzionali più riconoscibili del Paese. Per capirne il valore, però, occorre guardare anche a quello che è accaduto nei giorni scorsi e a quello che accadrà tra poche settimane.
C’è innanzitutto Foggia, dove l’11 aprile Revman ha incontrato gli studenti della Scuola Primaria “Livio Tempesta” in un momento di dialogo e firmacopie dedicato al volume REVMAN – Il Poliziotto Rapper: Un viaggio tra legalità, musica e ispirazione. Pubblicato lo scorso anno, il libro va oltre la vicenda personale e attraversa temi che da anni tornano nella scrittura e nell’impegno pubblico di Vitale: violenza tra pari, fragilità adolescenziale, linguaggio, ascolto, regole, dipendenze, violenza di genere. Nelle pagine finali trovano posto anche i laboratori svolti nelle scuole e un toolkit pensato per docenti ed educatori.
La sera stessa, al Teatro Comunale “Umberto Giordano”, Revman ha preso parte a Nel segno dell’azzurro, evento promosso dalla Questura di Foggia a sostegno dei progetti UNICEF e curato dal Comitato UNICEF di Foggia. In cartellone, accanto ai momenti musicali e performativi, anche l’intervento di Lucio Melandri, coordinatore emergenze umanitarie dell’UNICEF.
Foggia richiama le radici mediterranee di Sebastiano Vitale e una parte essenziale della sua storia. Nel libro il racconto parte da Palermo, sua città natale, prosegue con il trasferimento in Puglia, si addentra negli anni della formazione e arriva alla scelta di non separare due strade che molti continuano a considerare inconciliabili: il servizio in Polizia e il rap. È da lì che nasce Revman.
Poi c’è il passaggio successivo, già fissato in calendario: maggio, Salone Internazionale del Libro di Torino. Lì Revman sarà presente con il suo volume (presso il Padiglione 2 – Stand F118-G117), portando la sua attività di sensibilizzazione dentro uno spazio diverso, quello editoriale. Dopo le scuole, le piazze, le iniziative pubbliche e i contesti istituzionali, il libro prova a dare continuità a un’esperienza che fin qui si è nutrita soprattutto di incontro diretto. Torino, da questo punto di vista, ne amplia il raggio e ne cambia anche il tempo di ricezione, perché sposta quell’impegno in un luogo in cui la parola viene letta, discussa, trasmessa.
Tra Milano, Foggia, Roma e Torino si concretizza così un itinerario che supera ormai anche la formula, troppo stretta, del “poliziotto rapper”. C’è una storia familiare e geografica che ha inciso sul suo modo di intendere la legalità; c’è il lavoro costruito negli anni nelle scuole e nei quartieri; c’è oggi Piazza del Popolo, in occasione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato; c’è un libro che accompagna questo cammino e lo spinge più avanti, verso insegnanti, educatori, lettori, ragazzi.
In un clima in cui il rap viene discusso soprattutto a partire dai suoi eccessi più vistosi, la presenza di Revman a Roma mette in evidenza un’altra possibilità. Non quella di un linguaggio edulcorato, e neppure quella di una lezione impartita dall’alto. Piuttosto quella di un genere che conserva la propria natura sociale e la usa per stare vicino ai più giovani senza blandirli, senza trasformare lo smarrimento, la complessità della vita e di certe situazioni in un modello da imitare, ma portando comunque dentro il racconto anche ciò che ferisce e disorienta, senza offrirlo come unica strada percorribile.
Il 13 aprile, a Piazza del Popolo, non arriverà soltanto un artista. Arriveranno anni di scuole, incontri, laboratori, pagine scritte e un’idea di rap che mette in relazione musica, legalità, responsabilità e nuove generazioni. Un percorso che dimostra come la Polizia di Stato continui ad evolversi, confermandosi un’istituzione contemporanea, capace di parlare il linguaggio delle nuove generazioni e di essere concretamente vicina ai giovani.
«Il rap per me non è moda. È responsabilità.» – Revman.
Biografia.
Sebastiano Vitale, in arte Revman, è un rapper e cantautore italiano nato a Palermo il 9 Aprile 1990. Agente Scelto della Polizia di Stato presso la Questura di Milano, con i contenuti dei suoi testi, riesce trasmettere in maniera diretta ai giovani l’importanza del lavoro delle Forze dell’Ordine e la fierezza dell’appartenenza al Corpo, coniugando il liricismo del rap ai valori di legalità, condivisione e libertà d’espressione.






