Di seguito un comunicato diffuso dagli organizzatori:
Sudan e Darfur dove le donne e le bambine sono vittime di violenze sessuali utilizzate come arma di guerra, ma anche l’Iran dove persiste la repressione e la negazione delle libertà fondamentali delle donne e dove un missile di precisione proprio all’inizio dei bombardamenti americani e israeliani ha centrato una scuola elementare uccidendo 168 bambine, e l’Afghanistan unico paese al mondo dove si registra l’esistenza di un apartheid di genere e le donne sono state cancellate dalla vita pubblica, e poi la Striscia di Gaza dove le donne affrontano rischi mortali anche solo per cercare cibo e lo stupro di guerra ha superato il significato di “bottino di guerra” diventando un mezzo di distruzione etnica e strumento di genocidio, fino all’Ucraina dove dal febbraio 2022 sono morte più di 5mila donne e ferite 14mila.
Le guerre degli ultimi anni, anche quelle lanciate dagli Stati considerati alleati, non solo non hanno liberato le donne, ma hanno peggiorato la loro condizione. Le guerre si fanno soprattutto suoi loro corpi, l’impatto dei conflitti sulla loro salute e sulla loro sicurezza è evidente.
Di VIOLENZA CONTRO LE DONNE E CRIMINI DI GUERRA si parlerà nell’ultimo appuntamento del Corso per le competenze trasversali diretto dalla professoressa Francesca R. Recchia Luciani e coordinato dall’avvocata Maria Pia Vigilante
All’incontro fissato per domani mercoledì 1 aprile 2026, a partire dalle 15.00 nella Sala conferenze AQP del Palazzo dell’Acqua, parteciperanno Micaela Frulli docente di diritto internazionale all’Università di Firenze che relazionerà su La violenza contro le donne come strategia di guerra e di sterminio, Tony La Piccirella coordinatore e portavoce della Global Sumud Flotilla che parlerà de Il secondo viaggio della Global Sumud Flotilla: un genocidio ininterrotto, Nabil Bey Salameh docente di etnomusicologia al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, cantautore e giornalista che si occuperà de Il corpo femminile palestinese tra assedio, punizione collettiva e cancellazione e, in collegamento, la storica e giornalista Paola Caridi che relazionerà su Come ti cambia un genocidio. Essere donne a Gaza, tra morte per gravidanza e rottura dei codici sociali.
Il focus su Gaza, deciso sin dall’elaborazione del programma, si rende necessario dopo la l’ultima legge approvata dal parlamento israeliano. Una legge, approvata con 62 voti favorevoli e 48 contrari, che prevede la pena di morte per i palestinesi e che rappresenta una conquista personale per il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir che, secondo quanto ricordato da Il Manifesto, distribuisce armi a coloni e residenti di Gerusalemme, ma solo nei quartieri ebraici. Nella norma si parla di impiccagione e “obbliga” i tribunali che giudicano i palestinesi a pronunciare la condanna a morte.
L’appuntamento sarà anche l’occasione per tornare a parlare del calendario Femme Battue realizzato dall’APS G.I.R.A.F.F.A. e dal centro di satira Librexpression della Fondazione Di Vagno. Quest’anno, infatti, una parte del ricavato dei calendari sarà donato a chi si occupa di Gaza, delle donne, delle bambine e dei bambini.
Una parte verrà donata proprio alla Global Sumud Flotilla – In rotta verso la Palestina attraverso il Global Movement to Gaza, una mobilitazione internazionale che punta a rompere il blocco illegale su Gaza attraverso un’azione civile e non violenta, coordinata da oltre 80 paesi (Link donazione evento: https://buonacausa.org/cause/sumud-in-rotta-verso-la-palestina).
La restante parte andrà a SOS Gaza attraverso Mutuo Soccorso Milano (Link donazione MISSIONE: https://gofund.me/bef628234).






