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	<title>ulivi Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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		<title>Una cimice per combattere la Xylella È quanto emerge da uno studio dell&#039;Università di Bari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 16:43:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una cimice contro la Xylella, la malattia che provoca il disseccamento rapido degli ulivi. L&#8217;insetto potrebbe essere utilizzato per debellare la sputacchina, il vettore del batterio killer delle essenze arboree simbolo della Puglia. È quanto emerge da uno studio dell&#8217;entomologo Francesco Porcelli, docente del dipartimento di Scienze del suolo dell&#8217;Università degli studi di Bari, pubblicato sulla rivista specializzata &#8220;Insects&#8221;. «Contro la sputacchina arriva Zelus, la cimice assassina &#8211; recita una nota &#8211; che frequenta le piante infestate anche se imbrattate&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/14-02-2022/una-cimice-per-combattere-la-xylella/">Una cimice per combattere la Xylella &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;È quanto emerge da uno studio dell&#039;Università di Bari&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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Sembra che Zelus- questo il nome della cimice-, non si accanisca contro l&#8217;ape del miele e non sia un parassita delle piante. Secondo gli autori della ricerca «predilige certe prede piuttosto che predare qualsiasi insetto. Sceglie le sue prede in base ai loro habitat, che includono le piante ospiti delle prede, l&#8217;abbondanza, le dimensioni e la mobilità delle prede che incontra». Porcelli spiega che «ora bisogna verificare la possibilità di allevare Zelus in grandi quantità, per usarlo come un insetticida vivente sostenibile, resiliente, rispettoso dell&#8217;ambiente e che possa agire nei campi coltivati anche partendo da aree marginali o protette».</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/14-02-2022/una-cimice-per-combattere-la-xylella/">Una cimice per combattere la Xylella &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;È quanto emerge da uno studio dell&#039;Università di Bari&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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		<title>Ora a rischio sono i lecci Batterio killer: parola di esperta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 15:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1.jpg"></a>Paola D&#8217;Antonio, docente all&#8217;università della Basilicata, esperta agronoma, ha rilasciato un&#8217;intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. Dice che il batterio killer degli ulivi è colpa di internet, o meglio del fatto che l&#8217;importazione di piante attraverso la rete rende ben più difficili i controlli. Cosa che, appunto, ha portato la Xylella fastidiosa, batterio pericolosissimo per gli ulivi, a intaccarne un numero preoccupante nel Salento.<br />
Adesso, dice la professoressa in quella intervista, nel mirino ci sono i lecci: la cocciniglia chermococco è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/07-11-2013/ora-a-rischio-sono-i-lecci/">Ora a rischio sono i lecci &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Batterio killer: parola di esperta&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="399" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="chermococco 1" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1.jpg 1024w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1-300x116.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1-700x272.jpg 700w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p><a href="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1177" alt="chermococco 1" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1-150x150.jpg" width="150" height="150" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1-150x150.jpg 150w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/11/chermococco-1-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Paola D&#8217;Antonio, docente all&#8217;università della Basilicata, esperta agronoma, ha rilasciato un&#8217;intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. Dice che il batterio killer degli ulivi è colpa di internet, o meglio del fatto che l&#8217;importazione di piante attraverso la rete rende ben più difficili i controlli. Cosa che, appunto, ha portato la Xylella fastidiosa, batterio pericolosissimo per gli ulivi, a intaccarne un numero preoccupante nel Salento.</p>
<p>Adesso, dice la professoressa in quella intervista, nel mirino ci sono i lecci: la cocciniglia chermococco è letale per rami e foglie di questi alberi presenti in Puglia e Basilicata e fondamentali per il nostro territorio (come del resto gli ulivi). Secondo la studiosa, è probabile che, come accaduto per il batterio killer degli ulivi, dipenda dall&#8217;importazione, magari poco controllata, di piante da zone diverse dal bacino del Mediterraneo.</p>
<p>Mentre le pratiche per tentare di salvare gli ulivi sono sollecitate da ministri, parlamentari, esponenti istituzionali a tutti i livelli, studiosi ecc., per i lecci l&#8217;allarme dell&#8217;esperta è tuttora meno diffuso. Ma non c&#8217;è da perdere tempo. Dal punteruolo rosso delle palme in poi, sta diventando una battaglia durissima.</p>
<p><em>(foto: fonte kevindesantitaslecce.altervista.org)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/07-11-2013/ora-a-rischio-sono-i-lecci/">Ora a rischio sono i lecci &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Batterio killer: parola di esperta&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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