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	<title>Legambiente Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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	<description>Blog d&#039;informazione - Puglia, Italia</description>
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	<title>Legambiente Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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		<title>Martina Franca: Estensioni Eco Music Festival, al via il 15 luglio e chi vorrà andare in auto la pagherà cara Presentata ufficialmente la rassegna ecosostenibile che inizierà con un concerto a pedali nel parco Ortolini. Per l&#039;occasione ci saranno delle navette a disposizione per raggiungere la venue</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/14-07-2021/martina-franca-estensioni-eco-music-festival-si-parte-il-15-luglio-e-chi-vorra-andare-in-auto-la-paghera-cara/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Centrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 22:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Angela Maria Centrone:</p>
<p>Inizierà con un concerto a pedali la prima edizione di Estensioni, il primo eco-festival della Valle d’Itria. Giovedì 15 luglio, presso il parco di Ortolini, si esibiranno i Magasin du Café. Il concerto sarà il primo dei tre che vedranno altrettanti artisti in altrettanti significativi spazi verdi di Martina Franca: il 12 agosto Ludovico Einaudi alle Pianelle e il 26 agosto il 40 Fingers presso la masseria Palesi. </p>
<p>La dimensione ecologica del festival è il risultato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/14-07-2021/martina-franca-estensioni-eco-music-festival-si-parte-il-15-luglio-e-chi-vorra-andare-in-auto-la-paghera-cara/">Martina Franca: Estensioni Eco Music Festival, al via il 15 luglio e chi vorrà andare in auto la pagherà cara &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Presentata ufficialmente la rassegna ecosostenibile che inizierà con un concerto a pedali nel parco Ortolini. Per l&#039;occasione ci saranno delle navette a disposizione per raggiungere la venue&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="1600" height="720" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Copertina-Facebook.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Copertina Facebook" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Copertina-Facebook.jpg 1600w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Copertina-Facebook-300x135.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Copertina-Facebook-1024x461.jpg 1024w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Copertina-Facebook-1536x691.jpg 1536w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Copertina-Facebook-80x36.jpg 80w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><p><em>Di Angela Maria Centrone:<br />
</em></p>
<p>Inizierà con un concerto a pedali la prima edizione di Estensioni, il primo eco-festival della Valle d’Itria. Giovedì 15 luglio, presso il parco di Ortolini, si esibiranno i Magasin du Café. Il concerto sarà il primo dei tre che vedranno altrettanti artisti in altrettanti significativi spazi verdi di Martina Franca: il 12 agosto Ludovico Einaudi alle Pianelle e il 26 agosto il 40 Fingers presso la masseria Palesi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-242271" title="Post Event MagasinDuCafe" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Post-Event-MagasinDuCafe-300x157.jpg" alt="Post Event MagasinDuCafe" width="300" height="157" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Post-Event-MagasinDuCafe-300x157.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Post-Event-MagasinDuCafe-1024x537.jpg 1024w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Post-Event-MagasinDuCafe-80x42.jpg 80w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/07/Post-Event-MagasinDuCafe.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La dimensione ecologica del festival è il risultato di uno sforzo organizzativo che ha coinvolto anche le associazioni più significative del mondo dell’ambientalismo. L’impegno però non riguarda solo l’organizzazione, che ha designato Piero Chiatante, presidente della cooperativa Serapia, eco-direttore di Estensioni, ma riguarda anche il pubblico. Le associazioni hanno stilato un decalogo perché l’impronta ambientale del pubblico sia ridotta all’essenziale. “La sostenibilità è imparare a stare nella natura senza comprometterla in maniera definitiva” spiega Chiatante, “per questo pensiamo che sia importante un concerto alle Pianelle, per dimostrare che è possibile usufruire di uno spettacolo di alto livello impattando il giusto”. Una delle più importanti indicazioni del decalogo riguarda l’impegno a raggiungere il luogo dell’evento con mezzi di trasporto pubblici o sostenibili. “Il decalogo è il frutto del lavoro congiunto delle associazioni ambientaliste di Martina Franca” spiega Nanni Palmisano, presidente del Circolo Legambiente ‘Valle d’Itria’, “Siamo soddisfatti come associazioni per essere stati coinvolti nel processo di definizione dell’evento, in modo da poter dare il nostro contributo in termini positivi”. Un ruolo importante lo avranno anche gli sponsor dell’evento, a cominciare dalla Masseria Pianelle, partner tecnico: “Per noi è un modo per valorizzare ancora di più il territorio, e quindi anche i nostri prodotti. Siamo orgogliosi di poter ospitare artisti di questo livello all’interno dei boschi di Martina Franca”, commenta Antonella Cisternino, responsabile della masseria insieme ai fratelli Gianni e Giuseppe.</p>
<p>L’aspetto della mobilità è stato risolto grazie alla collaborazione con l’azienda di trasporti Miccolis, che metterà a disposizione, per tutte e tre le date, navette gratuite che porteranno il pubblico dalla città fino al luogo dei concerti. “Chi usufruirà delle navette riceverà un benefit a sorpresa”, spiega Giovanni Marangi, di Idea Show, organizzatore del festival, “chi invece si ostinerà a venire in auto, riceverà un malefit. Il parcheggio a pagamento costerà almeno dieci euro. Ringrazio anche Serveco il cui contributo riguarderà le azioni di compensazione dell’evento”. Per quanto sia possibile sforzarsi, i tre eventi avranno un impatto, i cui effetti a lungo termine, dal punto di vista dell’effetto serra, saranno oggetto di mitigazione attraverso azioni che verranno messe in campo entro dicembre 2021.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>“Valorizzare il nostro territorio e promuovere bella musica: è questo il connubio che ci ha ispirato per la realizzazione di questo Festival che unisce le risorse della Città alle note di artisti eccezionali” spiegano gli assessori Gianfranco Palmisano e Valentina Lenoci, rispettivamente al Turismo e all’Ambiente, “un nuovo modo di concepire gli eventi. Dall’esperienza della pandemia abbiamo imparato, ancora di più, che non possiamo vivere senza sentirci parte di un tutto in cui ciascuno è chiamato a fare la sua parte. In queste tre giornate la musica si farà green e diventerà il veicolo privilegiato per farci riflettere sull’importanza di adottare uno stile di vita sostenibile. Un particolare ringraziamento va alla Regione Puglia per aver deciso di sostenere il progetto”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/14-07-2021/martina-franca-estensioni-eco-music-festival-si-parte-il-15-luglio-e-chi-vorra-andare-in-auto-la-paghera-cara/">Martina Franca: Estensioni Eco Music Festival, al via il 15 luglio e chi vorrà andare in auto la pagherà cara &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Presentata ufficialmente la rassegna ecosostenibile che inizierà con un concerto a pedali nel parco Ortolini. Per l&#039;occasione ci saranno delle navette a disposizione per raggiungere la venue&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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		<title>Legambiente Puglia: dossier su siti inquinati in attesa di bonifiche Taranto, Manfredonia, Brindisi: dati spaventosi, interventi una chimera</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/28-01-2014/legambiente-puglia-dossier-su-siti-inquinati-in-attesa-di-bonifiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 17:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di seguito un comunicato diffuso da Legambiente Puglia:<br />
Centomila ettari inquinati in 39 siti di interesse nazionale<br />
e 6 mila aree di interesse regionale, in attesa di bonifica</p>
<p>Da Taranto a Crotone, da Gela e Priolo a Marghera, passando per la Terra dei fuochi:<br />
un business da 30 miliardi di euro tra ritardi, inchieste giudiziarie e commissariamenti</p>
<p>In Puglia Manfredonia, Brindisi e Taranto sono i siti di interesse nazionale individuati per le bonifiche</p>
<p>Rischio ecomafie e criminalità in tutta Italia:&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/28-01-2014/legambiente-puglia-dossier-su-siti-inquinati-in-attesa-di-bonifiche/">Legambiente Puglia: dossier su siti inquinati in attesa di bonifiche &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Taranto, Manfredonia, Brindisi: dati spaventosi, interventi una chimera&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/10/legambiente.gif" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="legambiente" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" /><p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><em>Di seguito un comunicato diffuso da Legambiente Puglia:</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><b><span style="font-size: 12pt;"><b>Cento</b>mila ettari inquinati in 39 siti di interesse nazionale</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><b><span style="font-size: 12pt;">e 6 mila aree di interesse regionale, in attesa di bonifica</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><b><span style="font-size: 12pt;">Da Taranto a Crotone, da Gela e Priolo a Marghera, passando per la Terra dei fuochi:</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><b><span style="font-size: 12pt;">un business da 30 miliardi di euro tra ritardi, inchieste giudiziarie e commissariamenti</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="center"><b><span style="font-size: 12pt;">In Puglia Manfredonia, Brindisi e Taranto sono i siti di interesse nazionale individuati per le bonifiche</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><b><span style="font-size: 12pt;">Rischio ecomafie e criminalità in tutta Italia: dal 2002 concluse 19 indagini, emesse 150 ordinanze di custodia cautelare, denunciate 550 persone e coinvolte 105 aziende</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"><b><span style="font-size: 12pt;">Legambiente presenta il dossier “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?”</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12pt;">In Italia le superfici, terrestri e marine, individuate negli ultimi 15 anni come siti contaminati sono davvero rilevanti.</span></b><span style="font-size: 12pt;"><span> </span>I risultati ottenuti fino ad oggi per il raggiungimento della bonifica di queste aree invece, non sono purtroppo altrettanto rilevanti. Secondo il Programma nazionale di bonifica curato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il totale delle aree perimetrate come siti di interesse nazionale (SIN) è arrivato negli anni a circa 180mila ettari di superficie, scesi oggi a 100mila ettari, solo grazie alla derubricazione dello scorso anno di 18 siti da nazionali a regionali (i SIN sono quindi passati da 57 a 39).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12pt;">S<span>olo in 11 SIN è stato presentato il 100% dei piani di caratterizzazione previsti</span></span></b><span style="font-size: 12pt;"><span> </span>(è il primo step del processo di risanamento che definisce il tipo e la diffusione dell’inquinamento presente e che porta alla successiva progettazione degli interventi).<b><span> </span>Anche sui progetti di bonifica presentati e approvati emerge un forte ritardo: solo in 3 SIN è stato approvato il 100% dei progetti di bonifica previsti.</b><span> </span><b>In totale, sono solo 254 i progetti di bonifica di suoli o falde con decreto di approvazione, su migliaia di elaborati presentati.</b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Le bonifiche vanno a rilento, ma non il<b><span> </span>giro d’affari del risanamento ambientale che si aggirerebbe intorno ai 30 miliardi di euro</b>. Dal 2001 al 2012 sono stati messi in campo 3,6 miliardi di euro di investimenti, tra soldi pubblici (1,9 miliardi di euro, pari al 52,5% del totale) e progetti approvati di iniziativa privata (1,7 miliardi di euro, pari al 47,5% del totale<span>), con risultati concreti davvero inesistenti.</span></span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">«<i>Se non decollerà il settore delle bonifiche<span> </span></i>– commenta<span> </span><b>Francesco Tarantini</b>, presidente di Legambiente Puglia –<span> </span><i>non riusciremo a riconvertire il sistema produttivo italiano alla green economy</i>.<span> </span><i>In Puglia si deve accelerare il processo di risanamento ambientale risolvendo anche il problema delle risorse a partire da Taranto dove, a fronte di un’area SIN estremamente vasta, è necessario reperire ulteriori fondi. Situazione analoga anche a Brindisi, area in cui le bonifiche sono in procinto di partire ma dove, oltre alla bonifica di Micorosa, è necessario puntare l’attenzione anche sulla falda della zona industriale e sui terreni e la falda della zona agricola compresa fra l’area industriale e Cerano, risultata fortemente contaminata oltre il 70%. Mentre per Manfredonia non solo resta ancora aperta la questione della discarica Marchesi ma bisognerebbe pure verificare gli effetti a mare della bonifica a terra effettuata con il lavaggio in continuo della falda</i>».</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">In questo scenario di grandi ritardi nelle attività di bonifica, un ruolo non marginale lo hanno avuto anche una parte dei soggetti responsabili dell’inquinamento. Sono numerose le storie di melina &#8211; per usare una metafora calcistica &#8211; operata dalle aziende sulle operazioni di bonifica. Un esempio è quello dell’Ilva di Taranto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12pt;">La forte concentrazione di inquinanti nell’ambiente e i ritardi negli interventi di bonifica causano anche evidenti danni alla salute.</span></b><span style="font-size: 12pt;"><span> </span>Il progetto Sentieri, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, conclusosi nel 2011 e in corso di aggiornamento, ha realizzato il profilo sanitario delle popolazioni residenti in 44 SIN: si va dall’eccesso di<span> </span><b>tumori della pleura nei SIN con l’amianto</b><span> </span>come nel caso della Fibronit di Bari,<span> </span><b>agli incrementi di mortalità per tumore o per malattie legate all’apparato respiratorio per le emissioni degli impianti petroliferi, petrolchimici, siderurgici e metallurgici</b><span>,<span> </span></span>come a Taranto.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12pt;">In Puglia i siti di interesse nazionale (SIN)<span> </span></span></b><span style="font-size: 12pt;">che necessitano di bonifiche sono stati individuati a<b><span> </span>Manfredonia, Brindisi e Taranto.</b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12pt;">Manfredonia</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Il 12 febbraio 1998 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">riconosce per il sito di Manfredonia “la presenza di impianti industriali in grado di danneggiare l’ambiente” violando l’art.8 della Convenzione Europea dove “ogni persona ha il diritto al rispetto della<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">sua vita privata e fa</span><span style="font-size: 12pt;">migliare e del suo domicilio”. L’Unione Europea ha quindi avviato, nello stesso anno, una procedura di infrazione contro l’Italia per la presenza delle<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">discariche pubbliche e la conseguente contaminazione del sito. Nel 2008 è arrivata la condanna obbligando la Repubblica Italiana a prendere seri ed efficaci provvedimenti per</span><span style="font-size: 12pt;">assicurare che i rifiuti fossero smaltiti senza recare danni per la salute dell’uomo e per l’ambiente. I dati forniti dal Ministero dell’Ambi</span><span style="font-size: 12pt;">ente indicano un avanzamento a marzo 2013 degli interventi di bonifica rispetto alle aree come riportato di seguito:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">&#8211; il 5% è stato messo in sicurezza di emergenza;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">&#8211; il 100% dei piani di caratterizzazione sono stati presentati;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">&#8211;<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">l’81% dei risultati è stato pr</span><span style="font-size: 12pt;">esentato;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">&#8211; il 79% dei progetti di bonifica è stato presentato;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">&#8211; il 79% dei progetti di bonifica è stato approvato.<span> </span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12pt;">Brindisi</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Nel territorio di Brindisi, dichiarato “Sito di interesse Nazionale (SIN) per la bonifica, il Ministero dell’Ambiente ha perimetrato l’intera area industriale, obbligando gli insediati alla caratterizzazione chimica delle matrici ambientali suolo, sottosuolo e falda freatica. Tale perimetrazione riporta tutta l’area industriale gestita dal Consorzio ASI e la parte di terreno agricolo compreso fra il polo industriale di Nord e la centrale termoelettrica Enel di Cerano, posta a sud dell’area industriale; tale centrale è collegata al porto di Brindisi attraverso un nastro trasportatore del carbone e dell’olio combustibile (un tempo anche orimulsion) lungo circa 8 chilometri. Anche le aree poste a mare e costituenti tutto il porto di Brindisi (seni di ponente e levante, porto medio e porto esterno) oltre che un’area di mare posta a sud e fino a Cerano, per un’estensione di 3 miglia marine, rientrano nella perimetrazione. Il Ministero dell’Ambiente ha ritenuto opportuno inserire anche la zona agricola interclusa in quanto soggetta a “ricadute” di inquinanti prodotti dal sito industriale a nord e dalla centrale a sud; tale inserimento ha permesso di verificare la presenza di un intenso inquinamento sia del suolo e sottosuolo sia della sottostante falda freatica.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12pt;">Taranto</span></b><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">Nel territorio di Taranto insiste una notevole concentrazione di insediamenti industriali ad<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">alto impatto ambientale: l’Ilva, la raffineria ENI con il suo deposito (riserve strategiche<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">nazionali, 135 serbatoi fuori terra per una capacità di 2.000.000 m3), le due centrali<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">termoelettriche ex Edison passate all’Ilva (circa 1100<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">MW), la centrale Enipower (87 MW), la Cementir (900mila<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">tonnellate all’anno<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">di cemento), due inceneritori, la discarica Italcave (complessivi 6 milioni di m3), le<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">discariche dell’Ilva (tra cui una “2C”), la base navale militare tra le maggiori del Mediterraneo, l’arsenale militare ed altre piccole e<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">medie aziende.<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">Le forti criticità ambientali hanno comportato l’inserimento di Taranto tra le<span> </span></span><i><span style="font-size: 12pt;">aree ad elevato rischio ambientale<span> </span></span></i><span style="font-size: 12pt;">e tra i siti di interesse nazionale (SIN) per le bonifiche (con legge 426/98 e superficie approvata con D.M. 10/01/2000). Un contesto emergenziale confermato dalle perizie predisposte dalla Procura nel 2012 nonché<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">da vari studi ed indagini, tra i quali “Sentieri”, MISA e Epiair.<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">Il sequestro<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">dell’</span><span style="font-size: 12pt;">area a caldo<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">dell’Ilva disposto dalla Procura<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">nel 2012 ha indotto il<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">Governo non solo al riesame dell’AIA<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">ma anche a stipulare con urgenza, il 26 luglio 2012, un protocollo di intesa con Regione, enti locali ed Autorità Portuale. I fondi stanziati ammontano a 336,7 milioni di euro (di cui 329,7 mln di parte pubblica e 7,2 mln di parte privata, TCT S.p.A.): 119 milioni<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">destinati alle bonifiche, 187 ad interventi portuali e 30 al rilancio dell’economia su<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">basi di sostenibilità ambientale. Lo stanziamento, peraltro composto per lo più da capitolati di spesa già previsti e non ancora corrisposti, è insufficiente rispetto agli obiettivi prefissati, senza totale copertura economica e con la quota della Regione Puglia in ultimo bloccata dal patto di stabilità. Il<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">protocollo d’intesa<span> </span></span><span style="font-size: 12pt;">è stato recepito da un decreto legge approvato in via definitiva dal Parlamento con legge n.171 del 04/10/2012. Norma con cui Taranto viene dichiarata<span> </span><i>“area di crisi industriale complessa”</i>, veicolo per sottoscrivere accordi di programma inerenti progetti di riconversione e riqualificazione industriale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b></b></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><b><span style="font-size: 12pt;">Dal dossier emerge chiaramente anche il rischio di illegalità e di infiltrazione ecomafiosa nel settore e non solo nelle regioni del sud Italia.<span> </span></span></b><span style="font-size: 12pt;">Il coinvolgimento del centro-nord come luogo di smaltimento illegale dei rifiuti speciali e pericolosi emerge da molti anni nello scacchiere dei traffici illeciti lo stesso vale anche per le bonifiche. In base alle elaborazione di Legambiente<span> </span><b>dal 2002 ad oggi sono state 19 le indagini su smaltimenti illegali di rifiuti derivanti dalla bonifica di siti inquinati</b><span> </span>(pari all’8,5% del totale delle indagini concluse contro i trafficanti di rifiuti), sono state<span> </span><b>emesse 150 ordinanze di custodia cautelare, sono state denunciate 550 persone e coinvolte 105 aziende</b>. Queste indagini sono state concluse da<span> </span><b>17 Procure della Repubblica di diverse parti d’Italia</b>, fra cui quella di Bari.</span></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;">«<i>Anche il mondo industriale<span> </span></i>– conclude Tarantini –<span> </span><i>deve fare la sua parte mettendo in campo azioni concrete, bonificando in tempi non geologici i suoli e le falde inquinate, con adeguate risorse economiche ed umane, per risanare le gravi distorsioni di uno sviluppo corsaro e distruttivo, che ha reso inutilizzabili intere aree del Paese, creando piuttosto quell’auspicabile equilibrio tra ambiente, salute e lavoro che può aprire un prospettiva concreta di lavoro e di sviluppo</i>».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;"><b><span>Sul sito<span> </span><a href="http://www.legambientepuglia.it" target="_blank">www.legambientepuglia.it</a><span> </span><wbr />il dossier completo di Legambiente &#8216;Le bonifiche in Italia&#8217;.</span></b></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt;"><b><span> </span></b></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/28-01-2014/legambiente-puglia-dossier-su-siti-inquinati-in-attesa-di-bonifiche/">Legambiente Puglia: dossier su siti inquinati in attesa di bonifiche &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Taranto, Manfredonia, Brindisi: dati spaventosi, interventi una chimera&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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		<title>Legambiente premia l&#8217;operaio di Conversano che perse il lavoro per avere denunciato irregolarità L&#039;azienda smaltiva i rifiuti nelle campagne</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/16-12-2013/legambiente-premia-loperaio-di-conversano-che-perse-il-lavoro-per-avere-denunciato-irregolarita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2013 15:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Conversano]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[operaio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenico Lestingi, l&#8217;ex dipendente della ditta che gestisce la discarica di Conversano (Bari), è stato insignito oggi a Bari del Premio &#8220;Luisa Minazzi&#8221;-Ambientalista 2013, riconoscimento promosso da Legambiente e da La Nuova Ecologia. L&#8217;operaio pugliese denunciò lo smaltimento irregolare di rifiuti nelle campagne di Conversano (Bari), dove lavorava in una discarica. Il suo gesto gli è costato il posto di lavoro, ma ha permesso alla magistratura di aprire un&#8217;indagine per disastro ambientale. (ANSA)&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/16-12-2013/legambiente-premia-loperaio-di-conversano-che-perse-il-lavoro-per-avere-denunciato-irregolarita/">Legambiente premia l&#8217;operaio di Conversano che perse il lavoro per avere denunciato irregolarità &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;L&#039;azienda smaltiva i rifiuti nelle campagne&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/10/legambiente.gif" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="legambiente" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" /><p>Domenico Lestingi, l&#8217;ex dipendente della ditta che gestisce la discarica di Conversano (Bari), è stato insignito oggi a Bari del Premio &#8220;Luisa Minazzi&#8221;-Ambientalista 2013, riconoscimento promosso da Legambiente e da La Nuova Ecologia. L&#8217;operaio pugliese denunciò lo smaltimento irregolare di rifiuti nelle campagne di Conversano (Bari), dove lavorava in una discarica. Il suo gesto gli è costato il posto di lavoro, ma ha permesso alla magistratura di aprire un&#8217;indagine per disastro ambientale. (ANSA)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/16-12-2013/legambiente-premia-loperaio-di-conversano-che-perse-il-lavoro-per-avere-denunciato-irregolarita/">Legambiente premia l&#8217;operaio di Conversano che perse il lavoro per avere denunciato irregolarità &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;L&#039;azienda smaltiva i rifiuti nelle campagne&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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		<title>Rapporto Legambiente: ecosistema urbano, Puglia in fondo</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/28-10-2013/rapporto-legambiente-qualita-della-vita-puglia-in-fondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Agostino Quero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 13:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[classifica qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I capoluoghi di provincia pugliesi sono in fondo alle classifiche nazionali sulla qualità della vita nell&#8217;ecosistema urbano, stilate da Legambiente. Oggi la presentazione.<br />
Fra le grandi città, Bari è tredicesima su quindici.<br />
Fra i capoluoghi di medie dimensioni, che sono 44, troviamo Taranto in trentaquattresima posizione, poi Brindisi al posto numero 38, Lecce trentanovesima e Foggia quarantesima. La sesta provincia pugliese non ha neanche diffuso i dati e non è stato possibile classificare quel capoluogo multiplo di provincia. Petaltro, dati&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/28-10-2013/rapporto-legambiente-qualita-della-vita-puglia-in-fondo/">Rapporto Legambiente: ecosistema urbano, Puglia in fondo</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2013/10/legambiente.gif" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="legambiente" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" /><p>I capoluoghi di provincia pugliesi sono in fondo alle classifiche nazionali sulla qualità della vita nell&#8217;ecosistema urbano, stilate da Legambiente. Oggi la presentazione.</p>
<p>Fra le grandi città, Bari è tredicesima su quindici.</p>
<p>Fra i capoluoghi di medie dimensioni, che sono 44, troviamo Taranto in trentaquattresima posizione, poi Brindisi al posto numero 38, Lecce trentanovesima e Foggia quarantesima. La sesta provincia pugliese non ha neanche diffuso i dati e non è stato possibile classificare quel capoluogo multiplo di provincia. Petaltro, dati lacunosi riguardano anche le altre città pugliesi che, in vari casi, non hanno neppure i dati sulla qualità dell&#8217;aria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/28-10-2013/rapporto-legambiente-qualita-della-vita-puglia-in-fondo/">Rapporto Legambiente: ecosistema urbano, Puglia in fondo</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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