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	<title>grotte carsiche Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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	<description>Blog d&#039;informazione - Puglia, Italia</description>
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		<title>Caves Project: il racconto di due giorni alla scoperta delle grotte e del loro prezioso valore Un progetto interregionale, organizzato dal Gruppo Speleologico Martinese, che coinvolge Puglia e Albania. Indirizzato a guide ambientali escursionistiche e appassionati</title>
		<link>https://www.noinotizie.it/14-09-2021/caves-project-il-racconto-di-due-giorni-alla-scoperta-delle-grotte-e-del-loro-prezioso-valore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Centrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 12:05:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Grotta del Cuoco &#8211; Foto di Orlando Lacarbonara<br />
di Angela Maria Centrone<br />
Lo scorso fine settimana, presso la Masseria Pilano, immersa nel comprensorio boschivo tra Martina Franca e Crispiano, grazie al <strong>Gruppo Speleologico Martinese</strong>, è stato possibile rivoluzionare la propria prospettiva e rendersi conto di cosa c’è sottoterra attraverso il workshop <strong>Caves</strong>: due giorni alla scoperta delle grotte e del loro prezioso valore.<br />
“L’idea del progetto è nata durante le numerose spedizioni speleologiche in Albania” racconta Michele Marraffa,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/14-09-2021/caves-project-il-racconto-di-due-giorni-alla-scoperta-delle-grotte-e-del-loro-prezioso-valore/">Caves Project: il racconto di due giorni alla scoperta delle grotte e del loro prezioso valore &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Un progetto interregionale, organizzato dal Gruppo Speleologico Martinese, che coinvolge Puglia e Albania. Indirizzato a guide ambientali escursionistiche e appassionati&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="1600" height="1066" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="giorno 2" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-2.jpg 1600w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-2-300x200.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-2-1536x1023.jpg 1536w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-2-80x53.jpg 80w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><p>Grotta del Cuoco &#8211; Foto di Orlando Lacarbonara</p>
<p><em>di Angela Maria Centrone</em></p>
<p>Lo scorso fine settimana, presso la Masseria Pilano, immersa nel comprensorio boschivo tra Martina Franca e Crispiano, grazie al <strong>Gruppo Speleologico Martinese</strong>, è stato possibile rivoluzionare la propria prospettiva e rendersi conto di cosa c’è sottoterra attraverso il workshop <strong>Caves</strong>: due giorni alla scoperta delle grotte e del loro prezioso valore.</p>
<p>“L’idea del progetto è nata durante le numerose spedizioni speleologiche in Albania” racconta Michele Marraffa, presidente del Gruppo Speleologico Martinese, “che detiene un enorme patrimonio carsico incontaminato e ancora da monitorare”.</p>
<p>Proprio al fine di evitare il danneggiamento di tali siti e di promuovere un turismo speleologico sostenibile, Caves Project si pone come un ideale ponte sotterraneo tra Italia e Albania, sostenuto dal <a href="https://www.italy-albania-montenegro.eu">Programma Interreg IPA CBC Italia &#8211; Montenegro &#8211; Albania.</a></p>
<p><strong>Muoversi lentamente, muoversi con sensibilità, muoversi con consapevolezza.</strong> Questi i concetti intorno al quale sono confluiti tutti gli interventi durante la prima giornata di Caves.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali da parte di Antonio Agrosì (segreteria congiunta del Programma Interreg IPA CBC Italia &#8211; Montenegro &#8211; Albania), Michele Marraffa (presidente del Gruppo Speleologico Martinese), Haziz Marku (presidente di Kendra Kombetare e Levizjes Ambientaliste, associazione albanese partner del progetto) &#8211; in collegamento streaming a causa delle restrizioni legate al Covid-19 -, Alessandro Reina (dipartimento DICATECH del Politecnico di Bari e partner associato al progetto Caves), Ilenia D’Angeli (SSI &#8211; Società Speleologica Italiana), Valentina Lenoci (assessore all’ambiente del Comune di Martina Franca) e Gianfranco Palmisano (assessore al turismo del Comune di Martina Franca), si è entrati nel vivo dei lavori del workshop che mira ad essere un “volano per il turismo speleologico” e uno scambio di competenze tra i Paesi coinvolti.</p>
<figure id="attachment_250561" aria-describedby="caption-attachment-250561" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-250561" title="giorno 1" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-1-300x200.jpg" alt="Caves - giorno 1" width="300" height="200" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-1-300x200.jpg 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-1-1536x1023.jpg 1536w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-1-80x53.jpg 80w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2021/09/giorno-1.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-250561" class="wp-caption-text">Caves Project &#8211; Foto di Orlando Larcabonara</figcaption></figure>
<p>“Realizzare dei pacchetti mirati a questo tipo di esperienze alla scoperta del sottosuolo comporta una serie di buone pratiche, al pari di qualsiasi bene architettonico e artistico.” Ha spiegato Giovanni Colonna del Touring Club Italiano.</p>
<p>Infatti, il turismo naturalistico ha subito un’impennata negli ultimi anni, ma in territori, come ad esempio la Puglia, con degli enormi flussi di turisti concentrati nei mesi estivi, nel tempo, si andranno a distruggere dei beni che non sono rinnovabili. Inoltre, ciò spinge erroneamente certe comunità a puntare interamente sul business del turismo, però, così come accade per le biocolture, la monocoltura distrugge la biodiversità. Essere sostenibili vuol dire dare l’opportunità al capitale naturale di rigenerarsi e passa attraverso una redistribuzione dei visitatori e la diversificazione &#8211; e anche la preservazione &#8211; delle attività economiche sul territorio.</p>
<p>Le nostre regioni non sono dei villaggi turistici, devono essere tutelate e comunicate adeguatamente, anche perché, come<span class="Apple-converted-space">  </span>insegna il fenomeno carsico, il nostro pianeta registra &#8211; e spesso subisce &#8211; le nostre azioni.</p>
<p>Il sottosuolo è un livello dell’esistenza al quale spesso non pensiamo. Proprio perché è nascosto dalla nostra vista, passa inosservato, eppure il sottoterra rappresenta un’importante testimonianza della nostra storia. Come ha spiegato Jo De Waele, professore dell’Università di Bologna, “è come un libro di geologia, di cui mancano ancora molte pagine”. Questo perché sappiamo di sicuro che il fenomeno carsico si verifica in particolari condizioni attraverso la dissoluzione delle rocce calcaree, ma in molti casi è difficile stabilire il come e il quando. Sicuramente si parla di moltissimi anni o d&#8217;intere ere geologiche. Si tratta di una narrazione inestimabile e antica che va trattata con cura, perché custodisce non solo la storia dell’Umanità, ma della Terra stessa.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>E pensare che la definizione comune di grotta, ovvero “apertura sotterranea naturale nella roccia abbastanza grande per l&#8217;ingresso umano”, come ha commentato ironicamente il prof. De Waele “è fortemente antropocentrica”, se poi consideriamo che la stessa presenza dell’uomo è minaccia per il patrimonio carsico, laddove non si detengono comportamenti consoni alla salvaguardia di questi ambienti.</p>
<p>A questo proposito ha relazionato Veronica Chiarini, ricercatrice dell’Università di Bologna, annoverando le buone pratiche da detenere nel momento in cui ci si dedica ad attività speleologiche, come ad esempio avere la tuta e le scarpe sempre ben pulite per non creare contaminazioni tra una grotta all’altra: “è un patrimonio fragilissimo nonostante sia presente da milioni di anni”.</p>
<p>Tutto ciò che facciamo in superficie si ripercuote nel sottosuolo e così, come già anticipato da Joe De Waele, ovvero che gli acidi organici nel terreno e la temperatura del pianeta determinano la colorazione delle concrezioni (stalagmiti, stalattiti, eccentriche, ecc…), immaginate lo smaltimento selvaggio dei rifiuti quali conseguenze possa aver avuto nel tempo sulle grotte, ma non solo. Come ha evidenziato Alessio Lacirignola, guida del Gruppo Speleologico Martinese, l’inquinamento ambientale potrebbe essere causa di ostruzione di grotte importanti e generare considerevoli allagamenti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ogni bioclima ospita specie animali, come ha ricordato Maria Grazia Mastronardi, guida del Gruppo Speleologico Martinese, con una dettagliatissima presentazioni sulla fauna, ma anche la flora, che adattandosi all’ambiente riesce a sopravvivere in grotta. Chirotteri, insetti e anfibi che esistono da molto prima dell’uomo e detengono un ruolo importantissimo nell’ecosistema.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Insomma, la speleologia è un entusiasmante studio multidisciplinare che mette in moto ecologia, scienza e innovazione, quest’ultima soprattutto in materia di sicurezza. Infatti, ogni giorno il soccorso alpino e speleologico, rispetto al quale ha relazionato Gianni Grassi, presidente per la Puglia, si rivela una risorsa fondamentale nelle operazioni di salvataggio, nelle quali si opera sempre più con mezzi d’avanguardia per essere il più tempestivi possibile.</p>
<p>Le importanti nozioni apprese nel primo giorno del workshop sono state poi, almeno in parte, messe in pratica nel secondo giorno, quando i partecipanti, divisi in due gruppi, sono stati accompagnati alla scoperta della Grotta del Cuoco e la Grotta del Pilano. Ma quel che si prova a discendere nelle viscere della terra è arduo da raccontare, perché si fonda sull’osservazione. E l’osservazione è intima, personale, soggettiva.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sicuramente <strong>la speleologia è capacità di osservazione</strong>, ed è solo grazie a chi si è soffermato ad osservare, sia oggi che nel passato, che conosciamo la ricchezza e la bellezza del nostro pianeta, che apprendiamo quanto tutto sia interdipendente e che in fondo le nostre radici siano collegate nel sottosuolo, da cunicoli reali e immaginari, nascosti ed infiniti.</p>
<p>Il secondo appuntamento di Caves Project si svolgerà in Albania il 25 settembre: un b2b tra cinque operatori economici turistici locali e cinque italiani. Il progetto si concluderà con una conferenza in Puglia il prossimo dicembre.</p>
<p>Per conoscere tutte le attività e i corsi del Gruppo Speleologico Martinese si può visitare il sito &gt; <a href="https://gsmartinese.it/">https://gsmartinese.it/<span class="Apple-converted-space"> </span></a></p>
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		<title>Weekhero &#124; Un campionamento di stalagmiti pugliesi dimostra che l&#8217;Uomo di Neanderthal non si è estinto a causa dei cambiamenti climatici Intervista al geologo, Andrea Columbu, uno dei ricercatori impegnati in questo importante studio sul paleoclima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Centrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2020 16:19:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Angela Maria Centrone<br />
Nella fugacità del nostro tempo, non si riesce ad analizzare un avvenimento che già dopo pochissimo diventa &#8220;notizia di ieri&#8221; e si è chiamati a passare a quello successivo. Soprattutto a livello giornalistico, c&#8217;è un approfondimento sempre più scarso dei fatti e delle cause scatenanti un particolare fenomeno. In emblematica contrapposizione a tale tendenza, questa settimana parliamo di uno dei lavori più in antitesi con la realtà scrolling che viviamo, ovvero uno studio sul paleoclima condotto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/11-07-2020/weekhero-un-campionamento-di-stalagmiti-pugliesi-dimostra-che-luomo-di-neanderthal-non-si-estinto-a-causa-dei-cambiamenti-climatici/">Weekhero | Un campionamento di stalagmiti pugliesi dimostra che l&#8217;Uomo di Neanderthal non si è estinto a causa dei cambiamenti climatici &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Intervista al geologo, Andrea Columbu, uno dei ricercatori impegnati in questo importante studio sul paleoclima&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img loading="lazy" decoding="async" width="478" height="317" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-13-alle-18.44.45.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Schermata 2020 07 13 alle 18.44.45" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-13-alle-18.44.45.png 478w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-13-alle-18.44.45-300x199.png 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-13-alle-18.44.45-80x53.png 80w" sizes="auto, (max-width: 478px) 100vw, 478px" /><p><em>di Angela Maria Centrone</em></p>
<p>Nella fugacità del nostro tempo, non si riesce ad analizzare un avvenimento che già dopo pochissimo diventa &#8220;notizia di ieri&#8221; e si è chiamati a passare a quello successivo. Soprattutto a livello giornalistico, c&#8217;è un approfondimento sempre più scarso dei fatti e delle cause scatenanti un particolare fenomeno. In emblematica contrapposizione a tale tendenza, questa settimana parliamo di uno dei lavori più in antitesi con la realtà <em>scrolling</em> che viviamo, ovvero uno studio sul paleoclima condotto proprio in Puglia, che a quanto pare è un archivio d&#8217;eccellenza in materia, grazie alla presenza di innumerevoli grotte.</p>
<p><strong>Proprio qualche giorno fa è stato pubblicato su Nature Ecology &amp; Evolution l&#8217;<a href="https://www.nature.com/articles/s41559-020-1243-1">articolo</a> che racconta le importanti scoperte derivate dallo studio, finanziato dalle Grotte di Castellana e dalla Federazione Speleologica Pugliese, condotto sulle stalagmiti pugliesi dai ricercatori dell&#8217;Università di Bologna: Andrea Columbu, Jo De Waele, Veronica Chiarini, Stefano Benazzi.</strong></p>
<figure id="attachment_210139" aria-describedby="caption-attachment-210139" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-210139" title="Schermata 2020 07 13 alle 19.43.34" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-13-alle-19.43.34-300x241.png" alt="Schermata 2020 07 13 alle 19.43.34" width="300" height="241" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-13-alle-19.43.34-300x241.png 300w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-13-alle-19.43.34-80x64.png 80w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2020/07/Schermata-2020-07-13-alle-19.43.34.png 632w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-210139" class="wp-caption-text">Gli studiosi dell&#8217;Alma Mater che hanno partecipato alla ricerca: Andrea Columbu, Jo De Waele, Veronica Chiarini, Stefano Benazzi</figcaption></figure>
<p>In proposito, abbiamo sentito telefonicamente il geologo <strong>Andrea Columbu</strong>, che, innanzitutto, ha tenuto a ringraziare il <strong><a href="https://gsmartinese.it">Gruppo Speleologico Martinese</a></strong> per la fondamentale collaborazione ed a specificare che i campioni analizzati provengono da stalagmiti già cadute, spesso ricostruite perché frantumate, e quindi le grotte non vengono in nessun modo intaccate con prelievi.</p>
<p>Il dott. Columbu ci ha spiegato che dallo studio sugli strati di cui sono composte le stalagmiti, veri e propri testimoni dei miliardi di stagioni che si sono susseguite, risulta che nell&#8217;area europea del Mediterraneo non ci sono stati importanti cambiamenti climatici tali da giustificare la scomparsa dell&#8217;uomo di Neanderthal, come è stato verificato ad esempio nel nord Europa. Quindi, la causa, come spiega anche il dott. Benazzi nell&#8217;articolo sopraccitato, è da ricercare probabilmente nel divario tecnologico che i Neanderthal dovevano avere nei confronti dei Sapiens, insomma quest&#8217;ultimi riuscivano a procacciarsi il cibo utilizzando metodi e strumenti più d&#8217;avanguardia, sempre in riferimento ad un contesto primitivo.</p>
<p>Le due specie &#8211; Homo Sapiens e Neanderthal -, ci racconta Columbu, convissero per circa 3000 anni e ne abbiamo le prove nella Grotta del Cavallo, nei pressi di Nardò (Le), che rappresenta sicuramente uno dei più preziosi siti di ricerca. In seguito, forse, i Sapiens si adattarono meglio al clima, alle condizioni ambientali e pian piano cancellarono i Neanderthal.</p>
<p>Insomma, almeno per quanto riguarda l&#8217;area dei Paesi Europei che si affacciano sul Mediterraneo, sappiamo che non vi fu alcuna &#8220;era glaciale dei Neanderthal&#8221;, pensando ai dinosauri. Si trattò, presumibilmente, di un&#8217;incapacità di adattamento a certi standard. Certamente, un&#8217;ipotesi che solleva certe riflessioni anche sul presente.</p>
<p>Andrea Columbu ha raccolto altre stalagmiti da analizzare, una ricerca ulteriore su ere ancor più lontane e primitive (circa 500.000 anni fa), per la quale ha già richiesto dei finanziamenti UE. Ci auguriamo che i suoi studi possano proseguire, perché, anche nell&#8217;epoca dell&#8217;immediatezza, è fondamentale che qualcuno ci racconti il nostro pianeta e il perché oggi siamo quelli che siamo.</p>
<p>Per approfondire l&#8217;argomento &#8211;&gt; <a href="https://magazine.unibo.it/archivio/2020/07/09/l2019estinzione-dell2019uomo-di-neanderthal-nell2019area-del-mediterraneo-occidentale-non-e-stata-causata-dai-cambiamenti-climatici">Link al magazine dell&#8217;UniBo</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/11-07-2020/weekhero-un-campionamento-di-stalagmiti-pugliesi-dimostra-che-luomo-di-neanderthal-non-si-estinto-a-causa-dei-cambiamenti-climatici/">Weekhero | Un campionamento di stalagmiti pugliesi dimostra che l&#8217;Uomo di Neanderthal non si è estinto a causa dei cambiamenti climatici &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;Intervista al geologo, Andrea Columbu, uno dei ricercatori impegnati in questo importante studio sul paleoclima&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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