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	<title>7 marzo 1991 Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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	<description>Blog d&#039;informazione - Puglia, Italia</description>
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	<title>7 marzo 1991 Archivi &#8211; Noi Notizie.</title>
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		<title>Brindisi, venticinque anni fa. Omaggio a una città ospitale La nave &quot;Lirja&quot; con cinquemila albanesi sbarcò alle 10 del mattino, il 7 marzo 1991. A fine giornata furono in tutto 27mila i migranti arrivati in quel porto della Puglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2016 23:07:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[7 marzo 1991]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/sbarco-migranti-brindisi.jpg"></a>Di Mauro Mari:<br />
Era una normale mattinata di un giovedì di marzo quando sul porto di Brindisi apparve la sagoma di una modesta imbarcazione. Si chiamava <strong>Lirja;</strong> era piena oltremisura. Partita 36 ore prima da Durazzo, portava in grembo 5 mila profughi albanesi. Donne, uomini e bambini che scappavano da un paese disgregato, nel caotico passaggio dalla dittatura comunista alla democrazia di stampo occidentale.<br />
Due ore dopo la Lirjia fu il turno di una nave mercantile, la Tirana. E poi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/07-03-2016/brindisi-venticinque-anni-fa-omaggio-a-una-citta-ospitale/">Brindisi, venticinque anni fa. Omaggio a una città ospitale &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;La nave &quot;Lirja&quot; con cinquemila albanesi sbarcò alle 10 del mattino, il 7 marzo 1991. A fine giornata furono in tutto 27mila i migranti arrivati in quel porto della Puglia&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="408" height="283" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/Diario-dallinferno-di-Brindisi-puntata-201-copia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Diario dallinferno di Brindisi puntata 201 copia" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/Diario-dallinferno-di-Brindisi-puntata-201-copia.jpg 408w, https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/Diario-dallinferno-di-Brindisi-puntata-201-copia-300x208.jpg 300w" sizes="(max-width: 408px) 100vw, 408px" /><p><em><a href="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/sbarco-migranti-brindisi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-73928" src="https://www.noinotizie.it/wp-content/uploads/2016/03/sbarco-migranti-brindisi.jpg" alt="sbarco migranti brindisi" width="256" height="180" /></a>Di Mauro Mari:</em></p>
<p>Era una normale mattinata di un giovedì di marzo quando sul porto di Brindisi apparve la sagoma di una modesta imbarcazione. Si chiamava <strong>Lirja;</strong> era piena oltremisura. Partita 36 ore prima da Durazzo, portava in grembo 5 mila profughi albanesi. Donne, uomini e bambini che scappavano da un paese disgregato, nel caotico passaggio dalla dittatura comunista alla democrazia di stampo occidentale.</p>
<p>Due ore dopo la Lirjia fu il turno di una nave mercantile, la Tirana. E poi ancora l&#8217;Apollonia e sei pescherecci. L&#8217;ultima ad entrare nel porto di <strong>Brindisi</strong> fu la Legend. Sulla banchina di Sant&#8217;Apollinare si conteranno a sera circa <em>27 mila persone</em>.</p>
<p>Un esodo di proporzioni enormi per una città di appena 90 mila abitanti. E per di più inaspettato: lo Stato e le autorità locali non avevano minimamente previsto quella migrazione massiva. Pertanto toccò alla popolazione brindisina far fronte in maniera diretta all&#8217;emergenza.</p>
<p>Con le proprie case, i propri risparmi, i propri vestiti. Ma soprattutto con immensa umanità. Il sindaco di allora, <strong>Giuseppe Marchionna</strong>, dimostrò grande saggezza. Alle 8 del mattino del giorno dopo, l&#8217;8 marzo, registrò un messaggio diffuso poi da radio e tv locali ogni quarto d&#8217;ora, con cui invitava la cittadinanza ad aiutare quella gente: &#8220;hanno solo fame e freddo&#8230;&#8221; (<em>fonte ilfattoquotidiano.it</em>). La gente di Brindisi non si fece pregare, e dai balconi cominciarono a piovere generi alimentari, vestiti e medicine. I garage furono adibiti a mense improvvisate. Nelle stanze vuote vennero accolti donne e bambini e i telefoni fissi usati per <i>rassicurare i parenti rimasti a casa</i>. Le 36 scuole della città divennero dei dormitori.</p>
<p>Ben 5 giorni dopo l&#8217;emergenza, lo <strong>Stato</strong> si fece finalmente carico della situazione. Molti albanesi rimasero in Puglia integrandosi perfettamente con quel popolo già conosciuto in Albania sule frequenze Rai e TeleNorba.</p>
<p>Tanti altri si sparsero in giro per l&#8217;Italia. Ma tutti quanti ricominciarono da zero, anche quelli che in Albania erano qualcuno, e dopo pochi chilometri di mare erano diventati nessuno. La popolazione brindisina in primis, e poi quella pugliese tutta, aiutarono quei tanti <em>nessuno</em> scappati dal caos. Il loro sindaco non fece propaganda sull&#8217;emergenza ma invitò la sua gente ad accoglierli. In fondo, <em>avevano solo fame e freddo</em>.</p>
<p><em>Si raccomanda la lettura di &#8220;Diario dall&#8217;inferno di Brindisi&#8221; al sito www.pinomarchionna.it dal quale è tratta la foto di Damiano Tasco, che pubblichiamo in home page<br />
</em></p>
<p><em>(foto interna a sinistra: fonte oisaconca.blogspot.com)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.noinotizie.it/07-03-2016/brindisi-venticinque-anni-fa-omaggio-a-una-citta-ospitale/">Brindisi, venticinque anni fa. Omaggio a una città ospitale &lt;small class=&quot;subtitle&quot;&gt;La nave &quot;Lirja&quot; con cinquemila albanesi sbarcò alle 10 del mattino, il 7 marzo 1991. A fine giornata furono in tutto 27mila i migranti arrivati in quel porto della Puglia&lt;/small&gt;</a> proviene da <a href="https://www.noinotizie.it">Noi Notizie.</a>.</p>
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