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Flashnews: 26 maggio 2019
È morto Vittorio Zucconi

Giornalista e scrittore, aveva 74 anni


Ai domiciliari, tentata estorsione hard online a una donna. San Donaci, denunciato 34enne

Questa l'accusa formulata dai carabinieri

Di seguito un comunicato diffuso dai carabinieri:

I Carabinieri della Stazione di San Donaci, hanno deferito in stato di libertà un 34enne di Torre Santa Susanna per i reati di tentata estorsione e truffa. In particolare l’indagato, dopo aver conosciuto una ragazza di Bergamo su un sito web di incontri on-line, ed aver ricevuto dalla stessa previa richiesta, foto raffiguranti anche le sue parti intime, mediante minacce verbali anche a mezzo telefono ha tentato di estorcerle del denaro per evitarne la divulgazione. Il 34enne ha anche utilizzato false generalità sul web per contrattare vendite fittizie di cuccioli di cane, per le quali ha richiesto somme di denaro comprese tra i 100 e 150€, quale anticipo, rendendosi poi irreperibile. Le indagini hanno accertato tre 3 episodi di truffa. L’uomo circa 10 mesi addietro si era reso responsabile di analoghi reati, infatti era stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi poiché indagato per 7 estorsioni di cui 3 tentate, 3 truffe e una violenza privata, reati commessi in un arco temporale che va dall’ottobre 2017 al febbraio 2018, nei riguardi di dieci donne residenti in varie regioni del territorio nazionale: Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Sardegna e Puglia. Il teatro virtuale degli eventi reato è stato quello dei social network e dei siti commerciali, nel cui alveo l’arrestato ha attirato nella trappola le sue vittime. Il modus operandi è stato sempre lo stesso, ha agito nascondendo la propria identità sotto un nome di battaglia e presentandosi con un profilo rassicurante, sereno, che si attaglia ad un individuo che vive in solitudine, in cerca di amicizia e di una storia sentimentale di lungo periodo. Sulla scorta della patina che si è abilmente costruito, ha ordito la sua trama. In una circostanza si è presentato quale bancario e single per proporsi come una figura stabile di uomo, e per conquistare la fiducia della vittima che gli ha inviato alcune foto che ritraevano le sue parti intime. Acquisite le foto, ha gettato la maschera ed ha rivelato le sue vere intenzioni formulando alle parti offese le stesse minacce con richiesta di denaro, facendo leva sulla riservatezza che le donne volevano mantenere su quelle storie e sulla paura e il senso di vergogna che avrebbero altrimenti patito, nel caso di diffusione delle loro immagini raffiguranti le parti intime. Minacce finalizzate a conseguire somme di denaro di entità variabile tra i 200 e i 300€. Le somme di denaro provento di estorsione sono confluite sulla carta postepay, di una sua ex fidanzata, estranea alla vicenda, che ne ha consentito l’uso, mentre i contatti con le vittime sono avvenuti grazie a due schede telefoniche una intestata ad una congiunta, e una attivata da un’amica di famiglia che l’aveva poi ceduta all’arrestato, entrambe le donne sono risultate estranee ai fatti. Pertanto, l’esame delle ricariche relative alla carta postepay ha consentito l’individuazione di tutte le vittime delle estorsioni. Tre tentativi di estorsione non si sono concretizzati per le resistenze delle vittime che si sono sottratte al ricatto. Le indagini hanno anche accertato che le stesse utenze telefoniche, e la carta postepay, sono state utilizzate per portare a segno il reato di truffa commesso dall’indagato nei riguardi di tre donne. Infatti, attraverso la pubblicazione di un unico annuncio sul sito wwwsubito.it, avente ad oggetto la vendita di cuccioli di cane di razza “bulldog francese”, ha attirato l’attenzione di tre donne potenziali acquirenti, due liguri e una sarda alle quali ha inviato tramite whatsapp alcune foto degli animali per rendere l’offerta credibile, facendosi quindi accreditare in più frazioni quale acconto per le prenotazioni somme oscillanti dai 100 ai 200€. Dopo aver incassato il denaro non si è presentato all’appuntamento per la consegna dei cuccioli e più volte contattato dalle donne non ha più risposto al telefono.


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Questa l'accusa formulata dai carabinieri

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