Bari: droga, sequestrati 25 chili di marijuana. Un arrestato

Guardia di finanza: operazione anticontraffazione nel capoluogo pugliese, sequestrati 19mila capi di abbigliamento

Di seguito alcuni comunicati della Guardia di finanza:

13217_foto1I Finanzieri del Gruppo Bari unitamente ai Funzionari del locale Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante i controlli nei confronti dei numerosi veicoli transitanti nella locale area portuale e provenienti dal paese delle aquile, hanno rinvenuto e sequestrato circa 25 kilogrammi di marijuana occultati all’interno di un autoveicolo condotto da un giovane albanese. Il ragazzo, all’usuale domanda se avesse qualcosa da dichiarare, aveva risposto “nulla”, senza però riuscire a trattenere segni di nervosismo che avevano indotto gli operanti ad effettuare un’accurata ispezione del veicolo. Veniva rinvenuto, pertanto, un ingegnoso doppiofondo, ricavato nel vano bagagli di una Mercedes con targa albanese, contenente oltre 30 panetti di marijuana per un peso complessivo di 25 chilogrammi. Il conducente del mezzo veniva tratto in arresto ed associato alla Casa Circondariale di Bari a disposizione della locale A.G.. Sono in corso gli approfondimenti investigativi per individuare eventuali i collegamenti del giovane ed i canali di smistamento dello stupefacente.

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13218_foto1Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Bari, al termine di un’attività investigativa finalizzata alla prevenzione ed alla repressione dell’illecito commercio di beni contraffatti, hanno sequestrato in un deposito situato nel centro di Bari oltre 19.000 articoli, in particolare borse, scarpe, tute sportive, giubbotti e kit di etichette utilizzate per il confezionamento di capi di abbigliamento falsi dei noti marchi Adidas, Nike, Saucony, Woolrich, Converse, K-Way, Armani Jeans, Fred Perry, North Sails, LiuJo, Moncler, Michael Kors e Chanel. Le successive indagini hanno permesso, inoltre, di localizzare, nel quartiere Libertà, un laboratorio all’interno del quale due cittadini senegalesi confezionavano capi ed accessori di abbigliamento falsi. Al termine delle operazioni di sequestro, i due cittadini senegalesi, gestori del laboratorio, sono stati denunziati a piede libero alla competente Autorità Giudiziaria, per introduzione nello Stato, realizzazione e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.


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