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Ilva: sindacato, “riprendere la trattativa. Subito ma non ad ogni condizione”

Da Confindustria Taranto un nuovo allarme per l'indotto: mancati pagamenti, esasperazione

Un lavoratore dell’indotto Ilva ha ricevuto, più o meno informalmente, una comunicazione: questo mese, per lo stipendio deve accontentarsi di in anticipo. Poi, pian piano, il resto. Lui e gli altri. In chissà quante aziende dell’indotto. Quelle che possono ancora, bene o male, pagare. Ci sono anche aziende in cui i lavoratori non vedono un centesimo da mesi. Come quelli che si sono fermati qualche giorno fa, per protesta. Ieri incontro nella sede di Confindustria Taranto: se i lavoratori in capo a Ilva finiranno per scioperare (pressoché scontata la data del 26 maggio) anche dell’indotto si pensa a una protesta. Perché così non si va avanti. Mancanza di pagamenti, esasperazione: per titolari e dipendenti.

Di seguito un comunicato diffuso dal sindacato Filcams-Cgil:

La trattativa per il futuro dei lavoratori Ilva e dell’indotto e delle loro famiglie deve riprendere subito, ma non a qualsiasi condizione. In quanto sindacati non possiamo rappresentare solo alcuni lavoratori, accettando l’amaro destino degli esuberi. Dalla società e dal Governo in questi mesi è mancato il rispetto dei cittadini di Taranto e del territorio, il cui futuro non può essere appesa alla roulette russa del mantenimento del posto di lavoro. Rimandiamo al mittente le accuse di populismo ribadendo che chi oggi interrompe l’unità tra sindacato, cittadini e lavoratori è complice di chi ha voglia di mantenere Taranto nella posizione di laboratorio, luogo in cui i cittadini e i lavoratori sono mantenuti nello stato di cavia. Come Filcams Cgil ribadiamo la necessità di una ripresa della trattativa ILVA ma nel rispetto delle regole e dei ruoli. Puntiamo il dito, inoltre, nei confronti di chi, strumentalizzando la vita e il futuro delle famiglie dei lavoratori ILVA, e auspichiamo un ritorno anche dell’unità sindacale.


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