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Al costumista del festival della valle d’Itria il premio Abbiati

Giuseppe Palella, barese, migliore d'Italia per il 2018

Di seguito il comunicato:

È Giuseppe Palella il migliore costumista in Italia del 2018 secondo la giuria del XXXVIII Premio della critica musicale “Franco Abbiati”: l’artista pugliese, nato a Bari nel 1975, è stato premiato per le produzioni del Festival della Valle d’Itria Giulietta e Romeo di Vaccaj, opera andata in scena nell’estate 2018, e Orlando Furioso di Vivaldi del 2017 e coprodotta con il Teatro La Fenice di Venezia che l’ha ripresa nel 2018 al Teatro Malibran. Grande soddisfazione è stata espressa dalla direzione del Festival che, attraverso il presidente Franco Punzi e il direttore artistico Alberto Triola, ha rivolto le più entusiastiche congratulazioni a Palella.

L’assegnazione del Premio coinvolge in primo luogo la sartoria del Festival, settore in cui Giuseppina Punzi – scomparsa prematuramente lo scorso marzo – ha rappresentato un punto di riferimento per ogni artista e per le maestranze: un’ulteriore occasione questa, per rivolgere un affettuoso pensiero ad una delle colonne portanti della manifestazione martinese.

Nell’arco di 45 anni di attività il Festival della Valle d’Itria ha ricevuto nove Premi Abbiati, legati alla proprie produzioni. Il Premio, considerato il più autorevole per il mondo della lirica e della musica italiana è stato assegnato a Lella Cuberli (1982), Mariella Devia (1985) e Patrizia Ciofi (1999) per le loro interpretazioni rispettivamente di Rosina nel Barbiere di Siviglia di Paisiello, di Elvira nei Puritani di Bellini e di Aricia in Ippolito e Aricia di Traetta. Unica voce maschile ad essere stata premiata fino a d ora è quella di Paolo Coni (1987) per la sua interpretazione di Ezio nell’Attila di Giuseppe Verdi; Guido De Monticelli ha vinto nel 1998 per la regia del Fortunato inganno di Donizetti. La più recente assegnazione risale al 2014 alla compagnia di teatro-danza Fattoria Vittadini per le coreografie nelle produzioni di Armida di Traetta e La lotta d’Ercole con Acheloo di Steffani. Anche il Festival ha vinto il Premio Abbiati come migliore iniziativa musicale nel 1985 e poi nel 2000 per la prima esecuzione in tempi moderni di Roland di Piccini e di Robert le diable di Meyerbeer.

Fra i vincitori della XXXVIII edizione del Premio Abbiati il direttore d’orchestra Antonio Pappano, la regista Deborah Warner, lo scenografo Leslie Travers, il violinista Enrico Onofri, i cantanti Federica Lombardi e Ildar Abdrazakov e il Teatro Comunale di Bologna che, con La bohéme firmata dal regista Graham Vick e diretta da Michele Mariotti, ha ottenuto il titolo di miglior spettacolo del 2018.

La cerimonia di consegna del Premio Abbiati avrà luogo nei prossimi mesi a Bergamo – città natale del critico del «Corriere della Sera» Franco Abbiati – in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bergamo e il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo.

Giuseppe Palella

Completati gli studi artistici con la laurea in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e gli studi musicali di canto lirico presso il Conservatorio “Martini” di Bologna, segue gli studi di recitazione e musica contemporanea presso la Scuola di Musica di Fiesole a Firenze. La formazione sartoriale e di costume è alimentata nel decennio lavorativo presso il Teatro dell’Opera di Roma: un lungo periodo dove l’attività di decoratore ai costumi sarà alternata a quello di assistente alle diverse produzioni di opera e balletto a quella di disegnatore sia per il teatro che per il cinema. Dal 2010 inizia la sua carriera come costumista firmando per il teatro dell’Opera di Roma il suo primo balletto per il Corpo di ballo diretto da Carla Fracci, lo spettacolo Chopin racconta Chopin. Seguono, sempre come costumista, diverse produzioni liriche in diversi teatri italiani ed europei, tra i più rilevanti I Puritani di Bellini per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e per il Teatro Regio di Torino, Guglielmo Ratcliff di Mascagni per il Festival di Wexford, riconosciuto e premiato dalla stampa internazionale con il numero di maggiore stelle critiche. Nel 2016 per il Korea Nationl Theatre di Seoul realizzerà come costumista l’opera Orlando finto pazzo di Vivaldi, Rigoletto di Verdi per il teatro di Kiel e Maria di Rudenz di Donizetti per il Festival di Wexford 2016. Nel 2017 è costumista per il Festival della Valle d’Itria e il Teatro La Fenice di Venezia con Orlando furioso di Vivaldi e a Kiel conGuglielmo Tell di Rossini. Nel 2018 per L’Opera di Stato di Budapest ha realizzato i costumi per Un ballo in maschera di Verdi, per il Festival della Valle d’Itria quelli per Giulietta e Romeo di Vaccaj,Cavalleria rusticana e Pagliacci a Kiel e Francesca da Rimini a Tokyo.

Premio della critica musicale “Franco Abbiati”

È stato istituito nel 1981, col patrocinio dell’amministrazione comunale di Bergamo e per l’appassionata volontà progettuale di Filippo Siebaneck allora presidente dell’Azienda Autonoma di Turismo, come momento di riflessione e di analisi sulla vita musicale italiana. Intitolato al bergamasco Franco Abbiati per quarant’anni titolare della rubrica musicale del «Corriere della sera», il Premio della critica musicale “Franco Abbiati” è un riconoscimento attribuito ai protagonisti delle singole annualità artistiche. Numerosi i pluripremiati nell’albo d’oro: oltre ai teatri, i direttori Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Danielel Gatti, i registi Luca Ronconi e Graham Vick, i registi-scenografi Pier Luigi Pizzi e Hugo De Ana, i pianisti Radu Lupu e Maurizio Pollini, i cantanti Anna Caterina Antonacci e Samuel Ramey, gruppi cameristici e compositori per la “novità italiana assoluta”. Le scelte rigorose e indipendenti della giuria hanno guadagnato al Premio Abbiati crescente credibilità. Accanto alle segnalazioni di merito assoluto il Premio ha svolto un ruolo attivo nella segnalazione di giovani talenti e di iniziative di particolare significato politico-culturale. Così i critici italiani hanno sottolineato, e talvolta svelato, il ruolo di piccole realtà locali, autentica ricchezza della vita musicale italiana, e si sono impegnati a segnalare il lavoro spesso isolato e silenzioso di personaggi non riconosciuti. Dando voce a operatori artistici, didatti, editori, maestri (non solo di musica), fatti e manifestazioni che pur non avendo ruoli istituzionali hanno saputo indirizzare in senso autenticamente culturale la vita musicale del nostro paese.

Nel 2000, a seguito della scomparsa di Filippo Siebaneck, è stato istituito il Premio Siebaneck destinato a iniziative di particolare significato nell’ambito della didattica musicale e/o dell’avviamento professionale dei giovani. Nel 2001, col sostegno del Comune di Fiesole e del Comitato Musica Cultura, il patrocinio della Siem (Società Italiana Educazione Musicale), l’adesione di ScuolaMusicaFestival e Aslico/Opera domani, è nato il Premio Abbiati “per la scuola”, a segnalare i migliori progetti didattico-educativo realizzati nella scuola dell’obbligo.

La cerimonia di consegna del Premio Abbiati e del Premio Siebaneck avviene con cerimonia al Teatro Donizetti o in altre sale storiche bergamasche in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bergamo e il “Festival Pianistico Internazionale Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia e Bergamo.

Dal 2007 il Premio Abbiati gode del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, e dal 2008 dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.


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Giuseppe Palella, barese, migliore d'Italia per il 2018

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