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Leporano: templari, investitura di cavalieri e dame

Castello Muscettola

Di seguito il comunicato:

Si è svolta sabato 9 dicembre 2017, nella suggestiva cornice del Castello Muscettola di Leporano, la solenne cerimonia di investitura di nuovi cavalieri e dame accolti nel Priorato del Tempio Hierosolimitano di Mik’ael (P.T.H.M). A ricevere il mantello di scudiero il piccolo Marco D’Errico, di 7 anni. A giurare fedeltà e a ricevere l’investitura di cavaliere, invece, Umberto Amandonico, Vincenzo Di Gregorio, Giancarlo Maselli e Francesco Ruggieri, per la commenda Nostra Signora di Costantinopoli, e Antonio Cannarile della precettoria di Sava a cui appartiene anche l’unica dama accolta nell’ordine in questa occasione, la sig.a Elena Leo. L’antico rito è stato celebrato dal balivo di Puglia, Gennaro Forconi, assistito dal maestro cerimoniere Francesco D’Errico, dal cancelliere Simplicio Del Moro e dall’araldo Franco Lamancusa. Per l’occasione sono giunti a Taranto i massimi rappresentanti nazionali del priorato e numerosi cavalieri provenienti da varie regioni: il Magnum Magister Vicario Gran Cerimoniere Raffaele Sepe; con lui diversi responsabili nazionali e regionali: Lea Grammauta (Magnum Magister Gran Tesoriere), Antonio Iuculano (Magnum Magister Gran Maresciallo), Alessandro Pulvirenti (Gran Referendario), Vito Armenise(Gran Ufficiale Araldo), Salvatore Ferone (Gran Balivo Italia Meridionale), Massimiliano Minonna (Alto Dignitario dell’Ordine), Claudio Morbidelli (Dignitario dell’Ordine),Gennaro Forconi (Balivo della Puglia), Aldo Chimienti (Commendatore commenda Terra dei Messapi di Manduria), Giancarlo Conti (Commendatore commenda Rhegium Domus Templi di Reggio Calabria), Giancarlo Piccione (Precettore di San Giorgio Jonico), Tonino Maggi (Precettore di Sava), Michele Fistetto (Precettore di Avetrana), e Antongiulio Cirico (Precettore di Manduria).Il Priorato del Tempio Hierosolimitano di Mik’ael (P.T.H.M.) è un’organizzazione laicale neo templare che si richiama, per filiazione spirituale e tradizione diretta, al retaggio dell’antico ordine del Tempio, la cui esistenza e la cui attività si sono svolte fra il 11º e il 13º secolo. Non ha fine politico o di lucro e professa libertà politiche e di espressione senza alcuna distinzione di sesso, di cultura o di estrazione politica e sociale. L’obiettivo è quello di contribuire alla formazione di una migliore società civile, improntata alla libertà di pensiero e di opinione e la pace fra gli uomini nella quale ognuno possa liberamente realizzare le proprie aspirazioni. Numeroso anche il pubblico presente tra cui il sindaco di Leporano, l’avvocato Angelo D’Abramo. La cerimonia di investitura si svolge, come si è detto, nel rispetto di un antico rito, intriso di simboli. Dopo l’ammantellamento dei postulanti, che segue il loro solenne giuramento, reso ponendo la mano destra sul Vangelo, e suggella l’ingresso nell’ordine cavalleresco, alcune interessanti allocuzioni hanno illustrato il significato e i valori di ogni simbolo della cerimonia. Il dignitario dell’ordine, professor Claudio Morbidelli, ha tenuto una importante dissertazione sul valore della cultura, come arma, o meglio come strumento di affermazione dei valori su cui si fonda il movimento neo templare: “La spada dei templari è la cultura”. Spada, mantello, candelabri, sono simboli essenziali dell’investitura dei cavalieri e delle dame. “Le antiche suggestioni simboliche presenti nel rito della investitura sono antiche, profonde nel loro significato, intense nei contenuti. La simbologia usata non è fine a se stessa, ma in essa la forma diventa sostanza. La spada è una presenza sostanziale, nel tempo ha assunto molteplici significati: simbolici, esoterici, sacrali. La spada era un segno distintivo dei cavalieri, segno di forza e di coraggio, espressione di forza morale. Nell’ investitura dei cavalieri la spada assume un valore sacrale. La nostra spada oggi è rappresentata dalla cultura; la cultura è uno dei pilastri essenziali dell’essere templari. Cultura è una parola spesso abusata, sovra usata e spesso inserita a sproposito in tanti contesti. Cultura viene dal latino colere, ovvero coltivare; nel tempo fu esteso all’uso della cura degli dei, dunque culto. A indicare un insieme di conoscenze. Cultura è conoscenza ma anche valori, modelli, simboli, modelli di comportamento, che, acquisiti attraverso lo studio, la lettura, le esperienze, l’influenza dell’ambiente, ed elaborate in modo soggettivo ed autonomo, diventano un elemento costitutivo della personalità; contribuiscono ad arricchire lo spirito e a sviluppare o migliorare le facoltà individuali, soprattutto la capacità di giudizio che caratterizza il modo di vita di un gruppo sociale. Altro importante simbolo è il mantello; il colore bianco è segno di purezza, di modestia, di umiltà. La Croce ci identifica come cristiani; è la croce patriarcale. La piccola traversa superiore rappresenta il titulus crucis, ovvero l’iscrizione voluta da Ponzio Pilato (INRI). Essere cristiani vuol dire testimoniare ogni giorno, in ogni momento della vita, i dettami evangelici; essere cristiani non è un vestito da indossare nei giorni di festa.” Questa una piccola sintesi del discorso tenuto dal professor Morbidelli, che ha esposto in modo esaustivo le ragioni profonde dell’essere un cavaliere neo templare oggi, sgombrando il campo da sempre possibili superficiali interpretazioni motivate esclusivamente dalla conoscenza che si acquisisce attraverso ciò che si vede. E proprio sulla necessità di non fermarsi su ciò che appare, ciò che i nostri occhi vedono, ma di ascoltare, e non solo ascoltare parole ma anche il cuore, si è centrata la dotta e brillante esposizione del gran referendario dottor Avv. Alessandro Pulvirenti: “I nostri occhi c’ingannano, non le nostre orecchie. Vediamo il sole di due braccia di diametro mentre è dimostrato che ci sbagliamo: è un milione di volte più grande della Terra. Sembra che Dio abbia messo la verità nelle nostre orecchie e l’errore dei nostri occhi.” Nel rito di investitura, come si è detto i simboli non sono fini a se stessi, sono carichi di significato; perché si sceglie di diventare cavaliere neo templare? Per Pulvirenti: “siamo templari per tradizione, fede, scelta e decisione; ci sentiamo custodi difensori del regno eretto in memoria di nostro signore Gesù Cristo.” Ma cosa vuol dire memoria? “Quando pensiamo alla memoria è facile il richiamo alla mente; ma memoria viene anche dal cuore. Si può rammentare, ovvero richiamare alla mente; memore deriva da memoria che vuol dire rammentare, mentre ricordare viene dal latino recordari (cor cordis – ‘cuore’, in quanto dagli antichi era ritenuto sede della memoria) cioè rimettere nel cuore; i cavalieri templari ricordano i valori cristiani con il cuore; con la capacità del cuore di superare spazio e tempo, per individuare emozionalmente gli antichi valori della dottrina cristiana. Si diventa cavalieri templari con il cuore.” Nel suo saluto con cui, si è conclusa la solenne cerimonia, il Magnum Magister Vicario Gran Cerimoniere dott. Raffaele Sepe, ha ripreso quanto esposto nelle varie allocuzioni, confermando punto per punto ciò che si è voluto rimarcare in riferimento ai valori, alle idee, gli obiettivi del priorato. In particolare riferimento al giuramento fatto dei cavalieri che si impegnano sul proprio onore al rispetto delle regole; “tradire il giuramento è perdere l’onore”. Infine un accenno alla struttura gerarchica dell’associazione neo templare: “come ogni organizzazione sociale esiste una struttura gerarchica; ma più è alto il grado raggiunto più umile è l’atteggiamento di chi lo ricopre, sempre più disposto all’ascolto.” Prima della chiusura, che tecnicamente si indica con il termine sospensione del capitolo, l’intervento di ringraziamento a tutti gli intervenuti da parte del cancelliere Simplicio Del Moro.


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