Bari: si presenta il libro di Gianni Forte, “Sempre dalla stessa parte”

Già segretario regionale Cgil, attualmente responsabile del sindacato pensionati

Di seguito un comunicato diffuso da Radici future:

“Sempre dalla stessa parte” è il nuovo libro di Gianni Forte, Segretario generale SPI Cgil Puglia. Il libro, edito da Radici Future, sarà presentato lunedì 12 dicembre alle 16 a Bari nella Sala Trulli della sede della Cgil Puglia, in via Vincenzo Calace. Insieme all’autore, ci saranno il Segretario generale SPI Cgil nazionale Ivan Pedretti, il Segretario Generale Cgil Puglia Pino Gesmundo e la giornalista e scrittrice Enrica Simonetti.

A distanza di quarant’anni, chi ha vinto? Coloro che hanno rinnegato il proprio passato o chi è rimasto sempre dalla stessa parte? Sono queste le risposte che emergono dal racconto di Gianni Forte: un’esperienza di vita e di impegno lunga 40 anni. Storie che compongono un mosaico ancora più grande, di chi ha scelto di vivere i fatti che hanno segnato la storia del Paese non da spettatore, ma rimanendo sul palcoscenico e non sempre con i riflettori puntati addosso. Aneddoti e simpatici retroscena, avvenimenti spesso dimenticati per il rincorrersi frenetico di notizie che si sovrappongo, alimentando un preoccupante vuoto di memoria collettiva, che spesso induce a considerazioni affrettate. Senza memoria non c’è modo di tenere lo sguardo lungo sul futuro.

“Fare sindacato vuol dire schierarsi, essere di parte” spiega Forte: significa non godere del favore di tutti. Un vissuto fatto di esperienze in prima linea, nel rapporto diretto con i bisogni di gente povera e che senza il sindacato lo sarebbe ancora di più. Ma anche di lotte di popolo come quelle dei braccianti negli anni ’70 per i contratti e contro il caporalato, in una realtà come l’area occidentale della provincia diTaranto, dove alle trasformazioni intervenute in agricoltura seguiva un modo cinico e perverso di organizzare lo sfruttamento della manodopera. Ma nel percorso di esperienze del protagonista si incrociano storie legate alla città di Taranto nella fase dell’amministrazione Di Bello fino al clamoroso dissesto, all’Ilva dopo l’avvento della privatizzazione, con la più grande operazione di ricambio generazionale mai avvenuta nella forza lavoro di una grande fabbrica. Che futuro avrà l’Ilva? Sarà possibile conciliare il bisogno di salute e di lavoro? Quale rapporto fra fabbrica e città? Attraverso un’analisi attenta e obiettiva si offrono spunti interessanti per una discussione destinata a non esaurirsi in tempi brevi, per una vicenda su cui si gioca il futuro dell’industria italiana e del modello di sviluppo imposto negli anni ‘60.

Già segretario generale della Cgil Puglia, Gianni Forte ha un’esperienza pluridecennale di militanza e impegno sindacale, avendo svolto attività sindacale in Cgil sin dal 1977. Ha diretto la Federbraccianti e la Camera del lavoro di Taranto e, a livello regionale, la Flai e la Cgil. Ha già pubblicato Storie di braccianti (1996) e il romanzo Uno dei tanti (2007).

 

 

Sinossi

Mentre infuria il movimento del ’77 e l’attenzione del Paese sembra concentrata sui giovani che da un lato inneggiano alla lotta armata e dall’altro inondano le città conciati da indiani metropolitani, un ventenne meridionale sceglie di impegnarsi a tempo pieno nel sindacato. Animato dall’ideologia? “Ma i classici del marxismo non li ho mai studiati”. A spingerlo è fondamentalmente l’idea che si potesse cambiare la società attraverso i valori del lavoro, della solidarietà, della giustizia sociale; militando nel PCI della diffusione e delle feste de l’Unità, delle riunioni di caseggiato, del lavoro di sezione. E poi in Cgil, a lottare contro i caporali, a tutelare e conquistare il lavoro. A distanza di quarant’anni, chi ha vinto? Coloro che hanno rinnegato il proprio passato o chi è rimasto sempre dalla stessa parte? Sono queste le risposte che emergono dal racconto di un’esperienza di vita e di impegno. Storie che compongono un mosaico ancora più grande, di chi ha scelto di vivere i fatti che hanno segnato la storia del Paese non da spettatore, ma rimanendo sul palcoscenico e non sempre con i riflettori puntati addosso. Aneddoti e simpatici retroscena, avvenimenti spesso dimenticati per il rincorrersi frenetico di notizie che si sovrappongo, alimentando un preoccupante vuoto di memoria collettiva, che spesso induce a considerazioni affrettate. Senza memoria non c’è modo di tenere lo sguardo lungo sul futuro. E’ la vita di un sindacalista spesso non guardata con favore, perché “fare sindacato vuol dire schierarsi, essere di parte” e quindi non godere del favore di tutti. Un vissuto fatto di esperienze in prima linea, nel rapporto diretto con i bisogni di gente povera e che senza il sindacato lo sarebbe ancora di più. Ma anche di lotte di popolo come quelle dei braccianti negli anni ’70 per i contratti e contro il caporalato, in una realtà come l’area occidentale della provincia di Taranto, dove alle trasformazioni intervenute in agricoltura seguiva un modo cinico e perverso di organizzare lo sfruttamento della manodopera. Ma nel percorso di esperienze del protagonista si incrociano storie legate alla città di Taranto nella fase dell’amministrazione Di Bello fino al clamoroso dissesto, all’ILVA dopo l’avvento della privatizzazione, con la più grande operazione di ricambio generazionale mai avvenuta nella forza lavoro di una grande fabbrica. Che futuro avrà l’ILVA? Sarà possibile conciliare il bisogno di salute e di lavoro? Quale rapporto fra fabbrica e città? Attraverso un’analisi attenta e obiettiva si offrono spunti interessanti per una discussione destinata a non esaurirsi in tempi brevi, per una vicenda su cui si gioca il futuro dell’industria italiana e del modello di sviluppo imposto negli anni ’60″.

 

Sull’autore

Giovanni Forte, 60 anni, risiede a Gioia del Colle. Nato e vissuto fino a qualche tempo fa a Castellaneta, in provincia di Taranto, fin dal 1977 ha svolto attività sindacale nella Cgil. Ha diretto la Federbraccianti e la Camera del lavoro di Taranto e, a livello regionale, la Flai e la Cgil. Attualmente è segretario del sindacato pensionati regionale (Spi). Ha già pubblicato “Storie di braccianti” (1996) e “Uno dei tanti” (2007).

 

L’editore

Radici Future è un marchio nel settore culturale italiano. Una factory che produce e diffonde contenuti editoriali che raccontano il mondo che sta cambiando. La nostra è un’aspirazione al racconto complesso, attraverso le diverse forme di scrittura e di narrazione culturale, nello scenario del cambiamento, del sociale, dell’innovazione tecnologica e sociale.
Produciamo e promuoviamo manufatti culturali a tutto tondo, privilegiando le reti tra autori e la mescolanza dei generi e dei prodotti. Le nostre collane e le nostre produzioni vogliono rispondere alla pluralità con la pluralità. Siamo aperti a tutte le forme di scrittura, dell’editoria e della cultura, perché veniamo da esperienze diverse: dalla narrativa, dalla poesia, dalla saggistica, dalla fotografia, dalla musica, dal giornalismo, dalla tivù, dal web, dall’informatica, alla formazione e progettazione. Un insieme di donne e uomini che credono nella cooperazione, nella forza della partecipazione.

copertina - sempre dalla stessa parte

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