Taras
Flashnews: 17 ottobre 2018
Tap: Alessandro Di Battista, “con il governo del movimento 5 stelle in due settimane quest’opera non si fa più”. Come no

Lo disse il 3 aprile 2017. Invece il gasdotto Tap sarà, come l'Ilva, una promessa elettorale non mantenuta dai grillini. Fitto: "M5S ha perso la faccia"


Fine del fermo: da oggi si pesca di nuovo nel tratto di costa da Brindisi al Tirreno

Coldiretti: il divieto permane da Civitavecchia a Imperia alla Sardegna

Di seguito un comunicato diffuso da Coldiretti Puglia:

Tornano in mare i pescherecci dallo Ionio al Tirreno, nel tratto di costa da Brindisi a Roma, riaperto alle attività. A darne notizia è Coldiretti Impresapesca nel sottolineare che il via libera dal 10 ottobre avviene dopo un mese di blocco e segue la ripresa già scattata in tutto l’Adriatico, mentre il divieto permane ancora da Civitavecchia a Imperia e in Sardegna. Semaforo verde dunque – sottolinea la Coldiretti – a fritture e grigliate a “chilometri zero” realizzate con il pescato locale e meno rischi di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto congelato o straniero delle stessa specie del nazionale se non addirittura esotico e spacciato per nostrano. Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è dunque di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma ci si può anche rivolgere alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica. Coldiretti Impresapesca ha più volte negli anni chiesto una radicale modifica di questo strumento di gestione che non risponde più da tempo alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 33 anni di fermo pesca è progressivamente peggiorato, come anche parallelamente lo stato economico delle imprese e dei redditi. Questo ha determinato nel periodo un crollo della produzione – conclude Coldiretti Impresapesca – la perdita di oltre 1/3 delle imprese e di 18.000 posti di lavoro. L’auspicio è che dal 2019 si possa mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Coldiretti: il divieto permane da Civitavecchia a Imperia alla Sardegna

">