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Giovanni Di Napoli


“Noi del dirigibile Italia”, novanta anni dopo si ritrovano i discendenti

Da varie zone del Paese

Lettera aperta, scritta da Giuseppe Biagi jr., “Noi del dirigibile Italia”:

Cari discendenti, amiche, amici, autorità e stampa intervenuti.

 

Vorrei ringraziarvi tutte e tutti per la splendida partecipazione al 90mo anniversario della spedizione del dirigibile ‘Italia’,  in primis i discendenti e i parenti e chi, a vario titolo, ha messo il proprio tempo e le proprie esperienze affinché l’evento potesse riuscire al meglio.

Credo che siamo riusciti a mettere il primo mattone nell’edificio di un ricordo che, nonostante i lati tragici che hanno colpito alcuni di noi, servirà a fare rinascere e rivivere le emozioni che tutti quanti abbiamo raccolto durante lo scorso fine settimana romano. Siete intervenuti tutti con gioia e partecipazione venendo da Monaco, Milano, Bergamo da Padova da Varie città de Friuli Venezia Giulia, La Spezia ma anche da Roma e Lauro, abbiamo avuto ospiti da Praga e dalla lontana Russia che hanno voluto portar la loro testimonianza a questo Bellissimo e spero primo evento di noi discendenti. Sono intervenute tantissime altre persone da tutta Italia che hanno voluto condividere insieme a noi questo evento.  Un sincero ringraziamento  va a tutte le autorità militari intervenute, Aeronautica, Marina e il corpo degli Alpini oltre agli uffici storici delle nostre due forze militari e ai vari musei intervenuti. Il team di Polarquest , il C.N.R. e tutti i Patrocinatori del’ evento. Un mio sincero e personale ringraziamento va alla casa dell’ Aviatore che ci ha ospitato per questa 2 giorni nei loro splendidi locali. Un doveroso ringraziamento agli amici delle televisioni e della carta stampata che ci hanno dato visibilità con i loro interventi. Il comune di Lauro che ci ha supportato, oltre all’ amico Luigi De Biasi che ci ha dato in prestito per l’ esposizione “la tenda rossa” e tutta l’ attrezzatura. Siamo stati, inoltre, onorati dalla presenza della Principessa Elettra Marconi la quale ci ha voluto portare il suo personale saluto.

‘Ho incontrato molte belle persone’: ecco, questa è la frase più emozionante e piacevole che ho sentito dalla stragrande maggioranza delle persone che ho conosciuto in questi giorni che hanno coronato un lavoro di mesi. Ma è stato anche un viaggio nella storia, nei ghiacci, nel cielo, nelle onde radio, nella vita e in ricordi personali e collettivi che pensavamo perduti.

Consentitemi ancora una volta di fare i due nomi del gruppo che ha fatto partire tutto quanto: Francesco Clemente, argentino e veneziano quanto basta, e Fabio Tagetti, un po’ veronese e un bel po’ inglese. Senza di loro sarebbe stata dura, ma come avete visto il gruppo di spinta si è allargato e altri si sono aggregati, Paolo Fiorani, Gianluca Casagrande, il Col .Giuseppe Prestigiacomo e Antonio Ventre, per completare le fondamenta con un lavoro costante notevole per qualità e quantità. E sono sicuro che in questo siate tutti d’accordo.

Vi ringrazio ancora per la vostra presenza e spero che le emozioni che ci hanno coinvolto ci facciano ricordare che noi tutti siamo il nostro passato.

Grazie a tutti di cuore


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