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Flashnews: 24 marzo 2019
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Ilva passa ad Arcelor Mittal, “azienda disponibile a chiarire dettagliatamente le perplessità evidenziate”

Fim Cisl nel corso del vertice al ministero dello Sviluppo economico. Cemitaly, ex Cementir: accordo per cassa integrazione

Di seguito il comunicato Fim-Cisl:

Durante l’incontro odierno appena concluso al MiSE, l’azienda ha illustrato ai sindacati le modalità con cui è stata effettuata la selezione del personale destinatario al passaggio in Am Investco, con lettera di distacco.
Nello specifico si è discusso: dell’organizzazione del “day one”, del processo di selezione, dello stato di incentivazione all’esodo e dei distacchi/assunzioni.
Le proporzioni percentuali del personale impiegato tra esercizio – manutenzioni – staff restano quasi invariate, con scostamenti di pochi punti percentuali rispetto al passato.
Fino al 6 novembre 2018, l’Amministrazione Straordinaria ha ricevuto 717 richieste di esodo volontario, a fronte delle quali sono state effettuate 549 conciliazioni per uscite con esodo incentivato.
Come Fim abbiamo rappresentato ad AM le anomalie riscontrate nel “day one”, sia sotto il profilo industriale e organizzativo sia dal punto di vista individuale, circa l’applicazione dei criteri di selezione.
Abbiamo evidenziato ricadute su straordinario, cambi di postazioni, riduzioni di attività e di postazioni avvenute in tutti i siti.
Abbiamo chiesto, altresì, alla nuova azienda, così come già avvenuto durante la trattativa, di mostrarci un quadro dettagliato, sito per sito, relativamente all’organizzazione del lavoro in base alle postazioni, programmando incontri con le Rsu che meglio di chiunque hanno la fotografia precisa delle necessità di impianto.
Le nostre richieste non si scostano rispetto a quanto siglato nell’accordo che, in coerenza col piano industriale, porta garanzie a tutti i lavoratori. Lavoratori – evidenzia Valerio D’Alò – che alla fine del piano, qualora ancora in Amministrazione Straordinaria riceveranno tutti la proposta di assunzione da parte di Arcelor Mittal.
Rispetto a quanto rappresentato, abbiamo ricevuto disponibilità, fin da subito, dall’azienda ad esaminare ogni caso, con una serie di incontri nei vari siti. Riunioni che coinvolgeranno le Rsu, anche alla luce del fatto che non tutte le 10700 lettere di distacco, a causa delle uscite volontarie, sono state assegnate ai lavoratori.

Di seguito un comunicato diffuso da Cosimo Borraccino, assessore regionale della Puglia:

Si è svolto presso la sede dell’Assessorato al Lavoro della Regione Puglia, un importante incontro coordinato dal Presidente della Task Force per l’ Occupazione e Crisi Aziendali, Leo Caroli, al quale ho preso parte nella mia qualità di Assessore allo Sviluppo Economico e rappresentante istituzionale del territorio ionico, per affrontare la questione relativa al rischio licenziamento per 67 dipendenti dello stabilimento di Taranto della Cemitaly SpA (già Cementir Italia SpA).
Al tavolo hanno preso parte anche i rappresentanti dell’azienda, quelli di Confindustria Taranto e delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, allo scopo di evitare che le procedure di licenziamento già avviate per questi lavoratori portassero, a partire dal prossimo 21 dicembre (data prevista per la scadenza della Cassa Integrazione Straordinaria), ben 67 famiglie sostanzialmente sul lastrico.
Purtroppo questa vicenda si è venuta a creare dal momento che lo stabilimento Cemitaly di Taranto ha sospeso le sue attività a causa della più generale crisi dell’Ilva per cui l’azienda lavorava come fornitrice, e così lo scorso 10 ottobre sono state avviate le procedure per il licenziamento collettivo di tutto l’organico del sito (pari, appunto, a 67 lavoratori).
All’esito dell’incontro svoltosi questa mattina è stato sottoscritto da tutte le parti intervenute un verbale nel quale si è convenuto di avviare la procedura prevista per ottenere l’estensione sino al 21 dicembre 2019 della Cassa Integrazione Straordinaria per tutti i dipendenti coinvolti.
Contestualmente sarà attivato un percorso di politiche attive del lavoro finalizzato alla rioccupazione dei lavoratori, con interventi formativi volti a favorire l’aggiornamento professionale e il miglioramento delle competenze dei lavoratori nell’ottica della loro rioccupabilità.
La Cemitaly, quindi, si è impegnata a revocare la procedura di licenziamento collettivo.
Sono soddisfatto per l’esito di questa riunione che ha affrontato una vertenza particolarmente difficile e delicata che rappresenta bene le conseguenze nefaste su tutta l’economia del territorio tarantino che ha prodotto la crisi che ha colpito, in questi anni, l’Ilva e il suo indotto.
Si tratta, evidentemente, solo di un primo passo per restituire serenità nell’immediato a questa platea di lavoratori ma l’auspicio è che con la ripresa a regime dell’attività della Cemitaly queste unità possano essere riassorbite nel ciclo produttivo.
La Regione Puglia ed io personalmente continueremo a seguire con grande attenzione questa vicenda e ringrazio soprattutto il Presidente della Task Force Occupazione, Leo Caroli, per il ruolo di coordinamento e di regia che ha svolto per raggiungere l’importante risultato di oggi.

(foto: tratta da Francesco Manfuso)


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